SIC DI OCULISTICA, BILANCIO E PROSPETTIVE A DUE ANNI DALLA NASCITA

punti apici 15.05.2018 ore 13:06

Numero di prestazioni in aumento, migrazione sanitaria attiva e abbattimento dei tempi di attesa i primi risultati, illustrati questa mattina in una conferenza stampa

AGR
Un momento della conferenza stampa Un momento della conferenza stampa AGR Posti letto ospedalieri dimezzati ma prestazioni sanitarie triplicate. E’ questo un primo dato a due anni dalla nascita della Sic di oculista in Basilicata.

La Sic (struttura interaziendale complessa) è un modello innovativo applicato dalla sanità lucana all’indomani del decreto ministeriale D.M. 70 del 2015, che prende in considerazione il grado di complessità clinica del paziente allo scopo di individuare la struttura più appropriata in cui effettuare una prestazione chirurgica. La Sic svolge la sua funzione con l’autonomia professionale e gestionale di più strutture ospedaliere o territoriali omogenee per la tipologia di prestazioni erogate. Quella di Oculistica in Basilicata è stata attivata il 15 gennaio 2015 tra la l’Asp e l’Azienda ospedaliera San Carlo di Potenza.

I risultati dei primi due anni di attività sono stati illustrati questa mattina, nel corso di una conferenza stampa, a cui hanno preso parte l’assessore regionale alle Politiche della Persona, Flavia Franconi, il commissario Asp, Giovanni Chiarelli, il direttore sanitario dell’Aor San Carlo, Antonio Picerno, Il direttore della Sic di oculistica, Domenico Lacerenza, e il dirigente regionale dell’Ufficio Pianificazione sanitaria, Giuseppe Montagano.

Negli interventi è emerso che con la nascita della Sic di oculista, i posti letto in dotazione del San Carlo sono diminuiti da quattordici ad otto. A fronte, però, di questa riduzione nell’ospedale potentino le attività chirurgiche hanno avuto un incremento di oltre il 100 per cento, grazie al fatto che gli interventi meno complessi si svolgono negli ambulatori degli ospedali distrettuali. Infatti, i pazienti con complessità clinica bassa e patologie oculari di media–bassa complessità sono trattati presso gli ospedali distrettuali, mentre i pazienti con complessità clinica elevata e le patologie oculari clinicamente più complesse sono trattati presso il San Carlo.

L’appropriatezza delle prestazioni, inoltre, ha consentito anche di ridurre i tempi di attesa: ad esempio, per la cataratta, la patologia epidemiologicamente più diffusa, l’attesa oggi è dell’ordine di due mesi circa, mentre nel biennio precedente si doveva aspettare dai sei ai sette mesi. Sempre per la cataratta si è passati dai 600 interventi all’anno prima del 2015, ai 1800 del 2017, fino a una previsione di oltre 2000 per l’anno in corso. Questo investimento da parte della Regione ha consentito, poi, di intercettare la migrazione sanitaria di altre Regioni meridionali, tanto che è più che raddoppiato il numero di pazienti che vengono in Basilicata per problematiche oculistiche.

Per quanto riguarda l’interventistica, sono state implementate alcune attività come la chirurgia vitreo-retinica, nei casi di distacchi di retina, retinopatia diabetica, corpi estranei endobulbari, maculopatie trazionali, i trapianti corneali, e l’oftalmologia pediatrica.

“La Sic – ha commentato l’assessore Franconi – ci ha mostrato risultati sorprendenti. Abbiamo messo in campo un modello nella gestione della sanità efficace ed estremamente competitivo, conseguendo il duplice obiettivo dell’appropriatezza delle prestazioni al cittadino con la riduzione dei costi. Ciò ci consente di pensare a investimenti innovativi per il futuro. E’ un modello a cui stanno guardando con attenzione anche le altre Regioni. I risultati ottenuti ci fanno ben sperare nello sviluppo dell’oculista lucana nei prossimi anni”.

Anche per Lacerenza ”modelli organizzativi come la Sic sono di certo la risposta più efficace per poter continuare a garantire a tutti i cittadini prestazioni di qualità. Obiettivo della Sic, tra i tanti, è quello di ampliare la gamma delle prestazioni che curano il paziente nella molteplicità della patologie che l’occhio può presentare. Non serve andar fuori dalla Basilicata per curarsi con standard alti di qualità”

Prossimamente, è stato reso noto nella conferenza stampa, si procederà all’acquisto di un apparecchio laser di ultima generazione, in Italia attualmente in dotazioni di pochissimi centri, per investire nell’eccellenza. Sarà attivato, inoltre, un progetto di screening regionale per il diabete, patologia che causa danni molto gravi, tra cui la cecità. La Sic di oculistica, infine, si candida a diventare punto di riferimento per alcune malattie rare, quali il cheratocono.

nic

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