GESUALDI, ARTIGIANCASSA SU AVVISO PUBBLICO "MAESTRO ARTIGIANO"

punti apici 02.01.2018 ore 16:13
BAS
BAS "Con la pubblicazione sul bollettino ufficiale della Regione viene data piena attuazione all’avviso pubblico per il conseguimento della qualifica di “Maestro Artigiano” rivolta ai titolari di impresa artigiana del settore artigianato artistico, tipico, tradizionale, della pianificazione tipica e dell’abbigliamento su misura, le cui domande di richiesta per il riconoscimento del titolo potranno essere presentate alla Commissione regionale per l’Artigianato a partire dall’1 gennaio 2018.

Lo ha dichiarato in una nota Filippo Gesualdi, Presidente C.T.R.Artigiancassa- Componente Commissione regionale per l’Artigianato, che ha aggiunto:

"E’ questo un provvedimento che costituisce il presupposto fondamentale per dare piena attuazione alla legge sull’artigianato, in quanto disciplina le modalità per il conseguimento della qualifica di maestro artigiano, atto questo propedeutico per il riconoscimento della bottega scuola.

Si qualifica in questo modo un settore, in cui operano circa 10.500 imprese, - prosegue Gesualdi - cuore pulsante dell’economia regionale, con circa 17.000 persone impiegate e un fatturato anno di circa un miliardo e mezzo di euro, con un’incidenza sulla ricchezza complessiva prodotta pari al 14%.

Bisogna prendere coscienza che il settore dell’artigianato è un giacimento da trasformare in sviluppo e lavoro reale e quindi bisogna favorire la formazione mirata di giovani artigiani attraverso il coinvolgimento delle botteghe scuola, sotto la sapiente guida del maestro artigiano che svolge attività di docenza e di tutor, per la formazione pratica degli allievi artigiani, attraverso appositi tirocini formativi che coinvolgono le “Botteghe scuola”, come del resto avviene in altre regioni, prevedendo un rimborso al maestro artigiano che fa il tutoraggio e un’indennità al tirocinante.

Solo così si può evitare la scomparsa di antichi mestieri tradizionali e non solo, come il calzolaio presente in soli 28 Comuni su 131, del barbiere presente in soli 70 Comuni ed attività sartoriali in tutto 85, del falegname e del fornaio, queste sono solo alcune figure su cui andrebbe tarato il sistema formativo-professionale.

E ovvio che le cause sono riconducibili sicuramente al mutato quadro economico e sociale della vita di oggi, forse perché il lavoro artigianale è ritenuto poco redditizio dal punto di vista economico. E ciò ha portato ad uno scenario sociale privo di maestri-artigiani, di conseguenza mancando i maestri artigiani non ci sono neppure gli apprendisti, da qui l’inesorabile declino.

Ecco perché ritengo di notevole importanza l’approvazione di questo avviso pubblico non fosse altro perché si crea lavoro con le professioni di una volta.

Oggi –conclude Gesualdi-domina un modello culturale che contrappone il sapere al saper fare, la conoscenza teorica alle competenze tecniche e pratiche. Con il risultato che i giovani non trovano lavoro e le imprese non riescono ad assumere lavoratori con figure che l’imprenditoria locale richiede"

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