PRINZI (ASS. BENE COMUNE VIGGIANO) SU RIAPERTURA COVA

punti apici 17.07.2017 ore 18:45
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BAS “La riapertura del Cova di Viggiano disposta oggi dalla Giunta regionale della Basilicata non deve in alcun modo segnare un abbassamento dell’attenzione sui temi più volte evidenziati dalle comunità locali di rispetto delle popolazioni e della loro salute e di utilizzo proficuo della risorsa petrolio per dare alle popolazioni un futuro “sano” e rispondente alle loro attese di sviluppo e lavoro”. E’ il commento dell’Associazione Bene Comune Viggiano affidato ad una nota a firma del presidente Vittorio Prinzi.

“L’auspicio è che la “vicenda sversamento greggio” – è scritto nella nota – serva da “lezione” perché nessun altro tipo di inquinamento o di danno al territorio e alla salute pubblica si possa ripetere. Ciò sarà possibile in primo luogo con il “piano di caratterizzazione” che gli uffici regionali stanno predisponendo e con il costante monitoraggio, ad opera di Ispra ed Arpab, delle condizioni di attività del Centro Oli Eni. Cogliamo dalle prime parole del Presidente Pittella e dell’assessore Pietrantuono – dice Prinzi – la volontà e l’impegno a continuare a lavorare in questa direzione e soprattutto a non considerare la “vicenda” archiviata. Siamo certi che determinante, così come è avvenuto in questi 90 giorni, sarà la tensione civile della comunità della valle a seguire ogni passaggio ulteriore e a chiederne conto ai responsabili istituzionali regionali e nazionali”.

“ Almeno noi – continua il presidente dell’Associazione Bene Comune Viggiano – non abbiamo mai guardato al Cova come alla “causa di tutti i mali” e quindi di danneggiamento ad ambiente, territorio, salute pubblica. E’ dunque assurdo e fuori da ogni concreto approccio alla vicenda petrolio riproporre ancora il tema “petrolio sì, petrolio no”. Occorre invece migliorare la convivenza tra petrolio e territorio, correggendo il percorso finora seguito, sia nel senso di alzare il livello di attenzione sulla salvaguardia della salute e dell’ambiente, sia nel senso di trarre ogni beneficio possibile dall’attività estrattiva e dalle risorse che da essa provengono. Alla base un “punto fermo”: se prima non avevamo la piena consapevolezza di cosa significasse l’attività estrattiva e l’abbiamo affrontata senza competenze e strumenti idonei oggi, dopo mesi di mancati introiti di royalties, abbiamo la piena consapevolezza che senza tale attività non potremmo non dico vivere, ma neanche sopravvivere, perché sono tanti i posti di lavoro cui dovremmo rinunciare e i soldi per tappare buchi di bilancio. E’ la medesima consapevolezza che negli anni Novanta ci indusse a scegliere la via petrolio, ben sapendo che sarebbe stata una risorsa in più da aggiungere alle altre del territorio, anzi addirittura una risorsa che avrebbe potuto e dovuto aiutare le altre a crescere e svilupparsi”. “Ora – conclude Prinzi – guardiamo al presente e al futuro con una nuova strategia per affrontare a tutto campo la questione petrolio”.

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