IL VOLONTARIATO A SUPPORTO DELLA TUTELA, PRESENTATO PROGETTO

punti apici 13.03.2018 ore 16:33
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BAS È stato presentato stamane a Potenza, nella sede regionale della Cisl, il progetto “Long Life Welfare: il volontariato a supporto della tutela e dell’autotutela”, iniziativa promossa dalle associazioni Anolf Cisl e Anteas Cisl e dal Centro Studi e Ricerche Idos con il contributo della Fondazione con il Sud. I dettagli sono stati illustrati nel corso di un convegno dalla vice presidente nazionale dell’Anolf Cisl, Maria Ilena Rocha, dal vice presidente nazionale dell’Anteas Cisl, Raffaele Caprio, dal presidente nazionale dell’Idos, Ugo Melchionda e dalla referente regionale dell’Idos, Paola Andrisani. Obiettivo del progetto, addestrare 500 operatori di prossimità per favorire l’accesso alle prestazioni socio-assistenziali alle due fasce più in crescita della società meridionale: pensionati e immigrati residenti.

In Basilicata, infatti, risiedono oltre 126 mila persone over 65 e quasi 21 mila immigrati, stabilmente integrati nel tessuto sociale e lavorativo della regione, cittadini, però, non sempre consapevoli dei propri diritti previdenziali. Sei le regioni coinvolte (Campania, Calabria, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna). “Si tratta di un progetto sperimentale - ha detto Maria Ilena Rocha - che si propone di abbracciare sia italiani che immigrati che si avvicinano alla terza età e che presentano la necessità di comprendere i vari aspetti del nostro sistema di welfare. Per questo è di fondamentale importanza coinvolgere realtà come Anolf, Anteas e Idos”. Insomma, mentre lo Stato riduce il suo perimetro di azione, il volontariato può svolgere una funzione di supplenza nella fase di informazione e orientamento dei segmenti più fragili della popolazione. “Con questo progetto - ha evidenziato Raffaele Caprio - noi come associazioni possiamo offrire un supporto a tutti coloro che non hanno conoscenza dei propri diritti previdenziali”.

Nel corso del convegno sono stati inoltre illustrati i dati del dossier statistico immigrazione del Centro Studi e Ricerche Idos dal quale emerge che la popolazione straniera residente in Basilicata, pur in crescita del 6,9 per cento tra il 2015 e il 2016, rappresenta il 3,6 per cento della popolazione complessiva. La comunità più presente è quella rumena, con oltre 8 mila presenze. Seguono a molta distanza le comunità provenienti da Albania, Marocco e India. Oltre la metà degli stranieri residenti in Basilicata sono donne e quasi l’80 per cento è in età da lavoro. “Parliamo di una popolazione non enorme in termini assoluti che presenta alcuni aspetti per quanto riguarda il welfare che vanno attenzionati come la fascia di età e il genere”, ha sottolineato Paola Andrisani. “Stiamo parlando di famiglie che si stanno radicando nella nostra regione e che possono accedere a prestazioni sociali come il congedo di maternità, gli assegni familiari o l’indennità di disoccupazione”.

Anche perché, come ha sottolineato Ugo Melchionda “gli immigrati versano 18 miliardi di contributi, ma ottengono prestazioni sociali per 16 miliardi di euro. Lo stesso presidente dell’Inps Tito Boeri ha ammesso che senza gli immigrati l’Inps non potrebbe sopravvivere”. “Certo è un tema impopolare in questa fase politica del paese - ha osservato il leader della Cisl Basilicata, Enrico Gambardella - ma noi crediamo che per governare fenomeni così complessi sia necessario dare regole certe e trasmettere un senso civico affinché queste persone possano integrarsi nella maniera migliore”.

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