A POTENZA INIZIATIVE CULTURALI DELL'"ASSOCIAZIONE ALZHEIMER"

punti apici 11.10.2018 ore 18:47
BAS
BAS È in programma sabato 13 ottobre alle ore 17.30 presso la Sala Dell’arco del Comune di Potenza, l’inaugurazione della mostra “Love, Loss and Laugther- guardare l’Alzheimer con occhi differenti” voluta dall’associazione Alzheimer Basilicata in collaborazione con il Comune di Potenza, all’interno del programma Autunno Letterario. Il tema sarà affrontato anche con la scrittrice Tiziana Morrone, autrice dei libri “Ero dunque Sono” e “Felice di nome e di fatto”. A comunicarlo in una nota la presidente dell’associazione Alzheimer, Cristiana Coviello.

Attraverso la mostra fotografica e i racconti di Tiziana Morrone – dichiara - vogliamo raccontare di amore, speranza, affetto per proporre una diversa visione della persona con demenza e promuovere un’assistenza che metta sempre al centro malato e famiglie e ascolti le loro esigenze.

“Love, Loss, and Laughter” (Amore, Perdita e Risate) sfida la tradizionale percezione dei malati di Alzheimer come “gusci vuoti”, scomparsi agli occhi di se stessi e del prossimo.

L’esposizione arriva in Italia dopo essere stata accolta in diversi Paesi europei, negli Stati Uniti, in Israele e in Australia. La mostra sarà ospitata contemporaneamente dalle associazioni locali affiliate alla Federazione Alzheimer Italia in ben 33 città. Ritratti di persone con demenza protagoniste delle fotografie di Cathy Greenblat, fotografa e sociologa americana. Foto scattate in case, cliniche della memoria, centri diurni e centri residenziali in tutto il mondo. L’obiettivo – spiega Coviello- è mostrare come, anche dopo la diagnosi, la persona con demenza non sia condannata all’isolamento, ma possa continuare a relazionarsi con gli altri e a vivere una vita piena di significato, e anche a fare quello che ha sempre caratterizzato la sua vita.

“Ero dunque sono” Intenso romanzo di Tiziana Morrone, nasce e si sviluppa spegnendosi pian piano il crepuscolo della memoria, l’oblio di chi non sa più di esistere nelle cose, nei giorni, nello sguardo dei propri cari. Tra queste pagine di analisi alla dimenticanza, si fanno spazio, balenando qua e là come fragili rose, l’amore, la speranza, l’affetto e l’aiuto costante verso chi è colpito da cecità della memoria.

“Felice di nome e di fatto” è un’alleanza tra bambini e anziani per sconfiggere la paura e l’isolamento che spesso accompagnano la malattia.

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