... Quella singolare predilezione per la Fisiologia e l'Anatomia - Giovanni Paladino, Senatore e uomo di scienza

di Rosa Santarsiero

Il senatore Giovanni Michelangelo Paladino nacque a Potenza il 26 aprile del 1842. Figlio di Saverio e Gaetana Sileo, iniziò con straordinario piglio la sua carriera universitaria occupandosi - a soli 22 anni - della cattedra di Zoologia, Anatomia e Fisiologia sperimentale presso la Scuola Veterinaria di Napoli, affiancando il professor Antonio De Martino. In qualità di biologo e fisiologo, inoltre, prestò servizio nell’Istituto Generale della stessa l’Università di Napoli in cui, più tardi, ricoprì la carica di Rettore. Aderì alla rivoluzione risorgimentale, partecipando ai moti di Napoli nell’agosto del 1860.

Pochi sanno che Paladino viene riconosciuto come il fondatore della Fisiologia moderna a carattere sperimentale, in base ad alcune scoperte scientifiche ragguardevoli. Nel 1876, infatti, condusse ricerche sui cuori umani e animali, “descrisse per primo le fibre muscolari che dagli arti scendono per tutta la circonferenza degli osti venosi sulla faccia superiore delle valvole e della faccia interna dei ventricoli risalgono e terminano all’inizio della faccia inferiore delle stesse valvole”. Successivamente pubblicò due opere di pregio: Sui muscoli motori dell’omero nel cavallo e nei mammiferi e sulle Funzioni del cervello, del cervelletto e del midollo spinale. Parallelamente portò a compimento degli studi sull’organizzazione e sulle funzioni della materia animale.

A Giovanni Paladino si associa una produzione scientifica ragguardevole che ancora oggi viene considerata come una sorta di “testo sacro” per coloro che si affacciano timidamente ai dettami della Fisiologia o dell’Anatomia. Ne riportiamo qualche titolo.

Istituzioni di Fisiologia (3° ed. Napoli 1902), Gl’infinitamente piccoli e il trionfo della dottrina cellulare, Fin dove giungono le sostanze inalate col polverizzatore (Napoli 1866), Del rimo dei movimenti gastrici e delle possibilità del comito dei solipedi (Napoli 1865), Sui corpuscoli rossi del sangue nella linfa e sul loro sviluppo dai bianchi (Napoli 1866), Sui migliori criteri per una classificazione dei tessuti: ricerche e considerazioni (Napoli 1866), Dei limiti e dell’avvenire della Fisiologia: dissertazione (Napoli 1866), Nuove ricerche istologiche sui corpuscoli del Pacini (Napoli 1867), Considerazioni critico-sperimentale sui veleni del cuore (Napoli 1868), Sulla terminazione dei nervi cutanei nelle labbra (Napoli 1871), Delle applicazioni della Fisiologia e dell’importanza a scopo della stessa nelle stazioni agrarie (Napoli 1871), Di alcune glandole non ancora descritte nella mucosa del bacinetto renale (Napoli 1872), Sulla digestione cecale dei grandi erbivori; ricerche sperimentali (Napoli 1875), Alcuni effetti singolari consecutivi alla recisione del vago (Napoli 1875), Contribuzione all’anatomia, istologia e fisiologia del cuore (Napoli 1876), Della trasmissione della voce e della parole attraverso le ossa del cranio e del suo valore nella tecnica otoiatria (Napoli 1876), Intorno la tessitura dei tendini composti dei mammiferi e sopra alcune particolarità di struttura dei vasi dei tendini stessi (Napoli 1878), Studi sulla fisiologia dell’ovaia:struttura, genesi e significazione del corpo luteo (Napoli 1879), Conseguenze dello scoppio dei follicoli di Graf, e d in particolare del corpo luteo della donna (Napoli 1880), Sulla minuta struttura e fisiologia dei peli tattili (Napoli 1881), Sulla più intima conoscenza del primo sviluppo di alcuni mammiferi (Napoli 1883), Contribuzione alle conoscenze sulla cariocinesi (Napoli 1886), Sui lavori fisiologici e zoologici di Domenico Cirillo (Napoli 1900).

Giovanni Paladino fu anche socio dell’Accademia Reale e di quella Pontiana, nonché componente del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Si occupò della direzione della Scuola Veterinaria napoletana. Fu nominato senatore della Repubblica italiana il 3 giugno del 1908. A Paladino si attribuiscono finanche degli spunti di studio e analisi particolarmente interessanti sulla ricerca dell’ovogenesi sulla placentazione delle donne e nei mammiferi, sulle multiple sorgenti del sangue e sul sistema nervoso centrale.

Ricevette anche una laurea honoris causa al Rush Medical College di Chicago.

Morì il 25 gennaio 1917 a Napoli e in omaggio alla sua straordinaria personalità scientifica il Comune della Città partenopea decise di intitolargli una strada.

Le sue spoglie riposano nel “Recinto degli uomini illustri” del cimitero di Poggioreale, a Napoli (1).

Risuona ancora oggi la commemorazione che il Senato del Regno e gli onorevoli colleghi riservarono al Paladino. Se ne può trovare traccia nel registro degli Atti Parlamentari, Discussioni del 6 marzo 1917.

Onorevoli Colleghi!

Senatore D’Ovidio Errico:

«E mi consenta anche il Senato che io, volgendomi da Torino a Napoli, rammenti il collega Giovanni Paladino, al quale ero legato, oltre che da vicinanza di regione nativa, dalle memorie della gioventù, dei simultanei nostri studi nell’università partenopea e dall’essere membri tutti e due della Società reale di Napoli. Egli lascia nella scienza un nome onorato ed una traccia profonda. Mente serena, insegnante valentissimo, uomo di cuore, tra i suoi colleghi, tra i tanti giovani che egli ha educati al culto della scienza, la sua memoria non sarà spenta; ed all’Università di Napoli il Senato vorrà certo mandare l’espressione delle sue condoglianze».

Senatore Leonardo Bianchi, ministro senza portafoglio:

«Permetta il Senato poche parole, dopo quelle così nobilmente dette dal senatore D’Ovidio e dal collega ministro dell’interno, in onore della memoria del senatore Paladino.

Il senatore Paladino si può considerare come uno di quei forti, poderosi talenti che così di frequente produce la Basilicata, povera, ma forte.

Egli non ebbe veramente inclinazione alla vita politica, ma fu, fin dai giovani anni, come ha ricordato l’illustre Presidente dell’Assemblea, un ricercatore felice, un osservatore acuto, pronto nelle concezioni scientifiche, ma molto severo con se stesso nei metodi e nelle conclusioni.

Lascia una serie di lavori, che hanno preso il loro posto nella letterature medica italiana ed anche estera. Il suo nome con la sua morte non muore.

Il senatore Paladino resse da direttore la Scuola veterinaria superiore di Napoli, e riuscì a rialzarne le sorti, per modo che quella scuola raccolse ed accolse non solamente studiosi italiani, ma molti ancora, greci, bulgari e di altre nazioni balcaniche. Istologo e fisiologo profondo fu per lui creata la Cattedra di fisiologia e di istologia generale nella Università di Napoli dal ministro Baccelli, e la tenne altissima. Fu, come dicevo, un ricercatore acuto, e specialmente un maestro, inquantoché ha educato nelle discipline che insegnano, schiere di giovani, che oggi onorano l’insegnamento e l’ateneo italiano. Resse l’Università di Napoli come rettore, ispirandosi ai criteri della massima giustizia e si studiò a rendere più rigogliosa la vita di quell’ateneo, di uno cioè, di quei grandi istituti che sono la più alta espressione della civiltà di un popolo. Il senatore Paladino è uno di quei cavalieri dell’intelletto, della dottrina e dell’insegnamento dei quali un paese civile si onora, ed io, associandomi alla proposta del senatore D’Ovidio, prego il Senato di inviare alla famiglia di lui, alla Università di Napoli ed alla città di Potenza il compianto di questa Assemblea, alla memoria di lui il saluto di quest’alto consesso». (2)


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(1) www.treccani.i/enciclopedia/giovanni-michelangelo-paladino_(Dizionario_Biografico)/
(2) Estratto della commemorazione in onore del Senatore Giovanni Paladino. Contenuta in www.notes9.senato.it

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