CIGL, CISL E UIL SU VERTENZA EX CLINICA LUCCIONI

punti apici 18.06.2019 ore 15:02
BAS
BAS “È una vertenza che si trascina da due anni quella dei lavoratori della ex Clinica Luccioni di Potenza, giunti ormai allo stremo, trovandosi senza lavoro e senza alcun sostegno al reddito dopo aver esaurito ogni forma di ammortizzatore sociale”. È quanto affermano in una nota congiunta i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil Basilicata, Angelo Summa, Enrico Gambardella e Carmine Vaccaro. “Una vertenza paradossale - continuano - che, in assenza di una crisi aziendale, si trascina solo ed esclusivamente per la mancanza di scelte chiare da parte del governo regionale sulla sorte dei 60 posti letto da assegnare alla ex Clinica Luccioni. Una vertenza per la quale esiste già la soluzione, visto che per i 60 posti letto prima gestiti dalla Clinica, una compagine imprenditoriale ha richiesto il cosiddetto parere di compatibilità ai sensi della legge regionale (LR 28/2000) che disciplina il sistema autorizzatorio delle strutture sanitarie pubbliche e private accreditate. Il governo regionale - riprendono i segretari generali - ha il dovere di dire con chiarezza i motivi per i quali non procede al completamento dell’iter di assegnazione dei posti letto, se la procedura seguita dal precedente governo regionale è legittima o meno sul piano formale oppure se le ragioni sono altre. Non comprendiamo perché si continui a mettere in dubbio una procedura già istruita e avallata da diversi pareri dell’avvocatura regionale e per la quale manca la sola delibera di approvazione della Giunta, aprendo invece a pseudo imprenditori che - per quanto ci risulta - millantano istanze mai formalmente pervenute agli uffici regionali. Le istituzioni regionali devono operare in piena trasparenza e nel rispetto delle norme che regolano tale materia e nell’esclusivo interesse generale. Chiediamo al presidente della Regione Basilicata Vito Bardi - concludono Summa, Gambardella e Vaccaro - di convocare con urgenza un incontro con le organizzazioni sindacali dando un segnale di chiarezza ai lavoratori coinvolti”.

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