Informazioni Attività Agriturismo

stampa

  Chi è l’operatore Agrituristico

   E’ l’imprenditore agricolo iscritto all’elenco regionale ed autorizzato dal Comune in cui è ubicata l’azienda allo svolgimento dell’attività agrituristica, che può essere svolta in forma singola o associata.

  Quadro normativo dell’Agriturismo

• Legge Quadro n° 96 del 20 febbraio  2006 (G.U. n° 63 del 16/03/2006) così come modificata dalla sentenza della Corte Costituzionale n° 339 dell’8 ottobre 2007;
• L.R.  n° 17 del 25 febbraio 2005 pubblicata sul Bollettino Ufficiale Regione Basilicata n° 17 del 2 marzo 2005;
• Regolamento sull’Agriturismo attuativo della Legge Regionale n° 17 del 25 febbraio 2005 pubblicato sul Bollettino Ufficiale n° 58 del 16 settembre 2005.
• "Pacchetto igiene", ed in particolare i regolamenti (CE):  29 aprile 2004 n. 852; 29 aprile 2004 n. 853; 29 aprile 2004 n. 854; 29 aprile 2004 n.882 e 12 gennaio 2005 n.183, nonché la normativa statale e regionale di 
  attuazione in materia di igiene dei prodotti alimentari.

  Finalità della Legge Quadro n. 96 del 20 febbraio 2006

•  tutelare, qualificare e valorizzare le risorse specifiche di ciascun territorio; 
•  favorire il mantenimento delle attività umane nelle aree rurali; 
•  favorire la multifunzionalità in agricoltura e la differenziazione dei redditi agricoli; 
•  favorire le iniziative a difesa del suolo, del territorio e dell'ambiente da parte degli imprenditori agricoli attraverso l'incremento dei redditi aziendali e il miglioramento della qualità di vita; 
•  recuperare il patrimonio edilizio rurale tutelando le peculiarità paesaggistiche; 
•  sostenere e incentivare le produzioni tipiche, le produzioni di qualità e le connesse tradizioni enogastronomiche; 
•  promuovere la cultura rurale e l'educazione alimentare; 
•  favorire lo sviluppo agricolo e forestale. 

  Edifici utilizzabili

• Possono essere utilizzati per attività agrituristiche gli edifici o parte di essi esistenti sul fondo e non più necessari alla conduzione dello stesso.

  Attività Agrituristiche

  Rientrano tra le attività agrituristiche la ricezione e l’ospitalità esercitata dagli imprenditori agricoli singoli o associati e dai loro familiari in rapporto di connessione rispetto alle attività di coltivazione del fondo, silvicoltura, 
  allevamento del bestiame ed in particolare:
• dare ospitalità, nell’abitazione dell’imprenditore agricolo, ovvero in locali a ciò destinati siti all’interno dell’azienda agricola, o in spazi aperti destinati alla sosta di campeggiatori all’interno dell’azienda stessa;
• La ristorazione con la consumazione di pasti e bevande costituiti prevalentemente (75%) da prodotti propri e/o di aziende agricole ad essa collegata ivi compreso quelli a carattere alcolico e superalcolico;
• L’organizzazione di attività ricreative e/o culturali quali l’escursionismo, il maneggio di cavalli, percorsi sportivi attrezzati, seminari d’informazione sulle tradizioni contadine, sulle produzioni e trasformazioni dei prodotti agricoli
  e  zootecnici, ecc.;
• Vendere direttamente prodotti aziendali, anche previa degustazione degli stessi.

  Limiti dell’attività e connessione con l’attività agricola 

• Ospitalità’ - 30 Posti Letto  elevabili a 40  per le aziende che hanno un’attività agricola > a 5.000 ore e a 50, se le ore  necessarie all’attività agricola sono > a 10.000 –
Agricampeggio -  15 Piazzole per un massimo di 60 persone –
Ristorazione - 100 Posti a sedere per ciascun ciclo di pasto;
   La materia prima utilizzata per la somministrazione di pasti e bevande deve provenire prevalentemente (non meno del 75%) da prodotti dell’azienda e/o acquistati in altre aziende agricole regionali  ad essa collegate. 
Connessione - La connessione delle attività di agriturismo,si realizza quando  l’azienda agricola, in relazione all’estensione, alle dotazioni strutturali, agli spazi disponibili, alla dimensione degli edifici, al numero degli addetti,
  alla natura e alle varietà delle attività   agricole, siano idonee allo svolgimento di tali attività e quando il tempo-lavoro delle attività di agriturismo, è inferiore a quello necessario  per la conduzione dell’attività agricola.  
• La principalità è valutata sulla base del tempo-lavoro, confrontando le ore lavorative occorrenti per le singole colture, per la selvicoltura, per gli allevamenti, per le attività connesse di trasformazione dei prodotti e per quelle di 
  salvaguardia ambientale con i tempi previsti per l' espletamento delle attività di agriturismo.  
• La connessione deve essere dimostrata e documentata dall’imprenditore che svolga o intenda svolgere l’attività di agriturismo. 
• Per le aziende che ricadono nei comuni di montagna nonché nelle aree comprese nei parchi regionali e nazionali, il tempo di lavoro necessario per l’attività agricola è determinato, oltre che per le attività agroforestali, anche per
  quelle finalizzate alla conservazione degli spazi  agricoli ed alla tutela dell’ambiente, quale tempo–lavoro complessivo che, in rapporto al disagio operativo e socio-economico degli addetti, è moltiplicato per un coefficiente 
  compensativo pari a 3. 
• Per le aziende che non ricadono nelle aree individuate nel comma 4, ma praticano l’agricoltura biologica, il tempo di lavoro annuo è moltiplicato per un coefficiente compensativo pari a 2. 
• Le ore lavoro necessarie per l’attività agricola devono essere superiori alle ore lavoro necessarie alle  attività agrituristiche.

   Classificazione Aziende Agrituristiche

• La definizione di un sistema di classificazione delle attività agrituristiche trova origine nel¬la legge nazionale n. 96 del 20 febbraio 2006 sulla disciplina dell’agriturismo, che all’art. 9 prevede di determinare i criteri omogenei di 
  classificazione e definire le modalità per utilizzo, da  parte delle regioni, di parametri di valutazione riconducibili a peculiarità territoriali 
• Il Mipaf, con il D.M. n.1720 del 13 febbraio 2013, ha emanato i criteri omogenei di classificazione delle aziende agrituristiche ed è stato approvato il marchio nazionale dell’agriturismo.
• Sulla G.U. n. 134 del 12 giugno 2014 è stato pubblicato il Decreto Ministeriale n. 5964 del 3 giugno 2014 sulle modalità di applicazione del Marchio Nazionale dell’agriturismo e l’istituzione del repertorio nazionale 
  dell’agriturismo,  utili strumenti per la conoscenza, la  classificazione e la promozione delle aziende agrituristiche.

   Il simbolo di classificazione

  La scelta del marchio di classificazione è caduta sul girasole, che richiama una serie di concetti positivi: il sole, un fiore piacevole, un premio, l’estate italiana, la vacanza, l’allegria dei colori.
  In effetti, tutte le ricerche svolte, in Italia e in diversi paesi esteri, hanno mostrato che questo simbolo è vissuto favorevolmente e richiama efficacemente l’idea dell’agriturismo. 
  La Regione Basilicata, in linea con i DD. MM., sopra richiamati, con D.G.R. N.1523 del 29 Dicembre 2016 e D.D. n. 884 del 26/10/2017, ha approvato le procedure per la classificazione delle aziende agrituristiche in Basilicata.

  Controlli  sulle attività

• I controlli sul regolare svolgimento delle attività sono demandati ai Comuni che accertano la sussistenza e il mantenimento dei requisiti di cui all’autorizzazione ed il rispetto delle prescrizioni ivi contenute. Sono fatte salve le 
  sanzioni previste dalle altre norme statali vigenti.