MAZZOCCO SU EMERGENZA POMODORO

punti apici 19.08.2010 ore 16:57
AGR
AGR Strategie ed iniziative: incontro ieri a Lavello con produttori e sopralluogo al conservificio di Gaudiano

Intervento nei confronti delle Associazioni nazionale e regionali degli industriali conservieri perché richiamino gli associati al pieno rispetto dei contratti stipulati nel mese di marzo scorso con le Op (Organizzazioni produttori) lucane di pomodoro; proposta ai colleghi assessori regionali all’Agricoltura di Puglia, Campania e Molise ad affrontare insieme la situazione di emergenza della campagna pomodoro; incontro lunedì 23 agosto con l’amministratore dell’Eugea Mediterranea che gestisce il conservificio di Gaudiano di Lavello: sono queste le iniziative principali della strategia definita dall’assessore regionale all’Agricoltura Vilma Mazzocco che ha sollecitamente risposto alle richieste di intervento che sono venute nei giorni scorsi da organizzazioni produttori, organizzazioni professionali e sindacati di categoria.

L’assessore Mazzocco, per rendersi conto direttamente dei problemi della campagna di pomodoro in corso, insieme alla dirigente generale del Dipartimento Agricoltura della Regione Carmen Santoro, ha tenuto ieri a Lavello un incontro con rappresentanti delle Op e delle organizzazioni professionali agricole dell’area Vulture-Alto Bradano, alla presenza del sindaco di Lavello Annale e, successivamente, ha fatto un sopralluogo nello stabilimento di Gaudiano di Lavello gestito dalla Eugea Mediterranea.

“Ci troviamo di fronte ad una situazione di grave crisi che – afferma l’assessore Mazzocco – ha tutte le caratteristiche per essere considerata “crisi di mercato” e richiedere pertanto, come è accaduto in passato per altri prodotti agricoli, iniziative e provvedimenti d’urgenza del Governo. Secondo l’assessore l’implementazione in Italia a fasi transitorie della riforma dell’Ocm ortofrutta del 2008, che ha cambiato le modalità di sostegno al pomodoro da industria, non ha consentito di evitare gli squilibri di mercato.

Inoltre, nel 2010 sono triplicati gli sbarchi del pomodoro cinese concentrato in Europa (+ 174%), situazione che prefigura un vero e proprio dumping che mette a rischio la produzione nell’Europa comunitaria, dove l’Italia detiene la leadership. Oltre alle specifiche misure antidumping bisognerebbe imporre l’indicazione in etichetta anche del luogo di origine del pomodoro utilizzato nei derivati. I consumatori italiani dovrebbero sapere, anche per motivi di sicurezza alimentare, quali industrie usano il concentrato cinese.

Il risultato – evidenzia Mazzocco – è che i nostri produttori si trovano a subire imposizioni dalle industrie di trasformazione che non procedono al ritiro del prodotto nei modi e nei tempi stabiliti e che nei fatti impongono un declassamento del prezzo rispetto a quello definito con l’accordo interprofessionale siglato in precedenza. Ma i produttori senza il ritiro del prodotto non potranno ricevere nemmeno gli aiuti comunitari. Per questo il nostro impegno prioritario – afferma l’assessore - è quello di far rispettare i contratti sottoscritti dagli attori della filiera e se necessario per superare la controversia che si registra sul prezzo e sulle modalità del ritiro, con la “pretesa” in numerosi casi della raccolta solo manuale, proporremo di procedere in sintonia con le Regioni Campania, Molise e Puglia alla costituzione di commissioni di valutazione. Nell’incontro di lunedì con i dirigenti dell’Eugea Mediterranea intendiamo affrontare queste problematiche e definire le linee basilari per la programmazione della campagna 2011".

Secondo l’assessore al centro dell’iniziativa più complessiva c’è la strutturazione programmata della filiera che interessa la produzione, la trasformazione e la commercializzazione del pomodoro, filiera che richiede una strategia interregionale che punti sia sull’innovazione e sulla qualità del prodotto, sia sulla capacità di coordinamento degli attori della parte agricola e di quella industriale. Il mercato vuole dall’agricoltura sempre maggiore imprenditorialità, dobbiamo continuare ad insistere su finanziamenti per progettualità integrate tra sistema produttivo agricolo ed imprese di trasformazione collocate nelle aree vocate come il metapontino ed il lavellese. Con i PIF (Progetti Integrati di Filiera) ed i bandi per l’agro-industria abbiamo iniziato a dare alcune risposte concrete, sono stati così impegnati dalla Regione Basilicata circa 107 milioni di euro, ma quello che più conta evidenziare è che il sistema agricolo lucano e due importanti industrie conserviere hanno investito altrettante risorse su progetti seri che segnano un nuovo passo.

BAS 05

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