Intramoenia: interrogazione di Braia, Cifarelli e Polese

Sui problemi della sanità pubblica e dei medici ospedalieri “siamo alla confusione totale”, affermano i tre esponenti del centrosinistra che annunciano il ricorso all’attività ispettiva sulle scelte adottate al San Carlo di Potenza

&ldquo;I medici ospedalieri stanno attraversando un periodo critico in Italia. Unici dirigenti pubblici ad avere un contratto bloccato da oltre 11 anni, con turni di reperibilit&agrave; notturna pagati meno di 2 euro all&#39;ora e turni massacranti. Situazione gi&agrave; non semplice, aggravata dal Governo Gialloverde con le norme di quota 100, che stanno determinando uno svuotamento delle strutture ospedaliere, con gravi carenze di personale. Va aggiunta a questo quadro, gi&agrave; di per s&eacute; complesso, una carenza importante di specialisti sul territorio nazionale e, per via anche delle condizioni lavorative e contrattuali attuali, concorsi nazionali a tempo indeterminato che vanno letteralmente deserti, soprattutto per le specialit&agrave; pi&ugrave; richieste come la medicina d&#39;urgenza, la traumatologia, l&#39;anestesia e rianimazione&rdquo;. E&rsquo; quanto affermano i consiglieri regionali Luca Braia (Ab), Roberto Cifarelli e Mario Polese (Pd).<br /><br />&ldquo;Molte strutture, anche nella nostra regione ed anche nell&#39;ambito della emergenza – urgenza &ndash; aggiungono – sono costrette a chiudere come ad esempio accade nel Pronto soccorso del presidio di Potenza, dove da pochi giorni la sezione di osservazione breve &egrave; stata chiusa e dove sempre per carenza di medici si &egrave; tornati a turni di guardia notturni che ricordano vecchie epoche, con casi paradossali come quello di un paziente con frattura al femore che arriva di notte in elicottero e viene accolto da un oculista&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Altro aspetto di criticit&agrave; &ndash; affermano ancora Braia, Cifarelli e Polese – si palesa nella necessit&agrave; di chiedere aiuto a personale medico non specializzato o addirittura di altre nazioni come sta accadendo nella Regione Toscana e in quella pugliese. E cosa fa il ministro Giulia Grillo? Indica linee nazionali di orientamento nell&#39;ambito della gestione delle liste di attesa che prevedono la possibilit&agrave; di bloccare transitoriamente l&#39;attivit&agrave; libero professionale intramoenia nelle strutture con liste di attesa molto lunghe. Eppure l&#39;attivit&agrave; di intramoenia &egrave; un diritto assoluto definito contrattualmente ed &egrave; considerato, fuori dalle mere strumentalizzazioni, una risorsa, piuttosto che un ostacolo, ai fini della riduzione delle liste di attesa: &egrave; svolta oltre l&#39;orario di servizio dovuto e utilizzabile dalle aziende stesse per ridurre le attese ambulatoriali senza aumento dei costi delle prestazioni da parte degli utenti. Insomma &egrave; fuorviante far credere che le lunghe liste di attesa esistano per colpa dei medici ospedalieri&rdquo;.<br /><br />Per Braia, Cifarelli e Polese &quot;davanti a questo quadro drammatico poi il neo assessore alla salute a pochi giorni dal suo insediamento, mette per la prima volta piede al San Carlo di Potenza affermando che &lsquo;vanno aperti gli ambulatori il sabato&rsquo; nella struttura che costituisce l&#39;unico Dea di II livello della Regione e che riceve giorno e notte tutti i casi di emergenza – urgenza e di alta specializzazione della Regione e delle province limitrofe, quando piuttosto l&#39;aumento delle attivit&agrave; ambulatoriali specialistiche sarebbe da stimolare nelle strutture sul territorio che si interfacciano con la medicina generale adibite solo a questo. Insomma siamo alla confusione totale. E a peggiorare il quadro, il direttore generale del San Carlo abbraccia la &#39;demonizzazione&#39; dell&#39;attivit&agrave; intramoenia dei dirigenti medici additandola come responsabile principale delle liste di attesa e produce un atto discutibile che blocca di fatto tale diritto contrattualmente definito per alcune branche specialistiche, e in merito al quale sono gi&agrave; partite diffide formali dei sindacali nazionali. A questo si aggiunge il quanto meno discutibile recente richiamo di medici in pensione a titolo gratuito per coprire tali carenze invece di immaginare opportunit&agrave; per neo laureati. Sulla questione presenteremo una interrogazione consiliare nei prossimi giorni al fine di fare chiarezza e riportare la vicenda in un percorso di trasparenza, legalit&agrave; e buon senso&rdquo;.<br />

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