Al centro i diritti delle donne vittime di violenza o recluse

Dare voce a chi non ne ha o non ha la forza necessaria per farsi ascoltare e far valere i propri diritti. La violenza ha molte sfaccettature, soprattutto quando interessa il genere femminile. Le donne che subiscono reati da vittime spesso sono colpevolizzate, cercando nei loro comportamenti la causa delle violenze subite. Ma anche le donne detenute, una minoranza della popolazione carceraria, sono state a volte esse stesse vittime di violenza e scontano la pena in strutture pensate per gli uomini.

Sono stati questi i temi al centro di un incontro tra la Consigliera regionale di parità, Ivana Pipponzi, e la Garante regionale per i detenuti e le vittime di reato, Tiziana Silletti. Un confronto proficuo, dal quale sono emersi spunti significativi per lo sviluppo di iniziative e progetti condivisi.

“Abbiamo stabilito azioni concrete e sinergiche – ha dichiarato Pipponzi – per le donne vittime di discriminazioni sui posti di lavoro, segnatamente molestate e abusate. Sono state affrontate anche le problematiche delle donne detenute, con l’obiettivo comune di garantire loro lavoro e dignità all’interno delle carceri”.

“Le pari opportunità – ha commentato Silletti – si confermano un elemento cardine dell’impegno del Garante: un ponte tra le istituzioni e i cittadini e le cittadine, che devono essere sempre posti al centro delle politiche di tutela, riconoscendo pienamente i loro diritti e la loro dignità, anche, e soprattutto, nei contesti più fragili ed esposti”.

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