A Potenza si è tenuto incontro su Dichiarazione diritti umani

Con l'accorta regia dell'Avv. Antonello Berardi, professore di diritto dell'Ist. Professionale di Stato per i Servizi Enogastronomici e della Ospitalità Alberghiera Di Pasca , e sotto l'egida dello stesso Istituto e del Rotary Club di Potenza, oltre al patrocinio della Federmaestri di Basilicata, della Provincia di Potenza, del Movimento Culturale “ Lavoro e Sviluppo per la Basilicata”, dell'APIDGE (Ass.ne Professionale Insegnanti Scienze Giuridiche ed Economiche), dell'UGCI (Unione dei giuristi Cattolici Italiani ) e del Centro Studi Rocco Berardi si è svolta a Potenza il 10 dicembre 2018 una intensa giornata di riflessione sui “70 anni dalla emanazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”. E’ quanto scritto in una nota degli organizzatori. Nel corso della mattinata, presso l'Ist. Alberghiero Di Pasca, il Prof. Giuseppe Acocella (Ordinario della Teoria Ordinaria del Diritto Università Federico II di Napoli ) ha tenuto un laboratorio didattico con alcune classi impegnate in un progetto di educazione alla pace. Nel pomeriggio, a partire dalle ore 16.30, presso il Museo Archeologico Provinciale di Potenza – Via Lazio – si è svolto un incontro pubblico, coordinato dal Dirigente Scolastico dell'Ist. Alberghiero Prof. Angelo Mazzatura che, nel ringraziare i partecipanti, ha evidenziato le iniziative su cui l'Istituto Scolastico da tempo si spende per dare agli studenti non una semplice formazione didattica ma una consapevolezza ed una dignità di cittadino, capace di inserirsi in una società fondata su valori positivi. Il saluto è stato portato dall'Ing. Donato Covella del Movimento Culturale “ Lavoro e Sviluppo per la Basilicata” che ha ricordato l'attività svolta presso gli Istituti Scolastici Superiori per stimolare il Diritto al Lavoro, capace di evitare l'emorragia dei “cervelli” che fanno della Basilicata una regione in costante impoverimento delle forze giovanili ed intellettuali; gli ha fatto eco l'Avv. Adriana Santoro – Presidente UGCI di Potenza che, anche a nome del Presidente dell'Ordine degli Avvocati Giampaolo Brienza, ha insistito circa i Diritti Sociali per una giustizia che deve essere equa, oltre che tempestiva e fondata sull’eticità e per la salvaguardia fondamentale del diritto alla vita, cui deve tendere ogni uomo. In collegamento via Skype hanno portato il loro saluto il Presidente dell'APIDGE, Prof. Ezio Sina, impossibilitato a presenziare per sopravvenuti impegni e il Dr. Francesco Somma, Presidente Rotary Club di Potenza, per impegni familiari. L'intervento iniziale è stato svolto dall'Avv. Antonello Berardi che ha spaziato sulle tematiche sottese alla Carta dei Diritti dell'Uomo, fino a ricordare il recente Rapporto Censis, laddove definisce questa stagione che siamo chiamati a vivere, fatta da una sorta di “Sovranismo psichico”; un sentimento che passa dal rancore, alla rabbia e fino alla cattiveria; una logica da far equivalere a coscienza frustrata, fatta di delusione e di paura, che è destinata a sfociare in rancore verso l'altro, specie se visto come diverso. Il Dr. Antonio Papaleo, in qualità di Console Regionale dei Maestri del Lavoro di Basilicata, nel ricordare i requisiti necessari per potersi fregiare dell'onorificenza, quali la perizia, la laboriosità e la moralità, fa riferimento a quest'ultima per evidenziare il fondamento di dignità che ogni Maestro deve avere e, per questo, essere esempio e stimolo per una società sempre migliore, capace di testimoniare i principi cui la Dichiarazione si ispira e che rappresentano, attraverso i 30 articoli che la compongono, gli ingredienti veri su cui deve formarsi e reggere la cosiddetta “ Famiglia Umana”; rifacendosi all'iniziativa odierna, sottolinea l'importanza della riflessione che si impone, proprio per sconfessare quanto emerge dal 52° Rapporto Censis di quest'anno, capace quindi di vincere le diffidenze che spesso ci mettono gli uni contro gli altri, rendendoci cattivi e sospettosi. L'intervento più atteso e centrale è stato del Prof. Giuseppe Acocella che, tratteggiando le motivazioni per cui nel 1948, a ridosso del tragico evento dell'ultima guerra mondiale, alcuni Stati vollero fortemente questa “Dichiarazione Universale” , ha chiamato a riflettere sulle tante insufficienze che continuano a permanere in una società umana tuttora in continua ricerca della pace e non solo sociale, ma intrisa di guerre assurde, oltre che da rigurgiti razzisti e fino a richiamare le tante ingiustizie che fanno di questa nostra epoca un mondo di continue prevaricazioni dei forti verso i deboli, dell'uomo nei confronti della donna, dell'adulto verso il bambino. Non ha mancato, infine, di sottolineare l'importanza dello stare insieme e perciò stesso della socialità che è fondamento essenziale della convivenza civile, quello che vuole essere anche non un rituale e forsanche retorico richiamo alla riflessione, ma un invito a farsi ognuno carico del proprio comportamento nella società, sul lavoro, nella famiglia.

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