“Il presidente della Provincia di Matera appare disorientato e nel frattempo il buco nel TPL viaggia inesorabilmente verso il mezzo milione di euro. Disastrosa è la gestione dei rifiuti solidi urbani in provincia, al momento nel territorio provinciale esiste solo una discarica sulla quale si può fare affidamento ed è quella di La Recisa in agro di Pisticci che dispone di 40 mila mc ma abbisogna di attrezzature per aumentare la capacità di lavorazione e di sicuro in essa dovrà andare solo quel rifiuto non altrimenti riutilizzabile altrimenti nel giro di qualche mese è colma”. E’ quanto afferma, in una nota, Pio Abiusi (Ambiente e Legalità). “Si spera, poi, che venga fatta chiarezza sulla discarica di Tricarico circa l'attribuzione dei costi della bonifica ed anche per questa varrebbe lo stesso discorso fatto per Pisticci Il nodo cruciale – sottolinea – è la discarica di Matera che è colma ma sembra essere come la tela di Penelope. Al 30 marzo la discarica veniva data con un residuo di 8100 mc ed a volere eccedere si sarebbe arrivati a fine agosto. Al 30 agosto quelle volumetrie residue vengono date prima per 1500 mc e poi aumentano a 2500. Anche in questo caso si sarebbe dovuta esaurire a fine ottobre. Nulla ancora è accaduto. Siamo in grado di sapere con certezza quali sono le volumetrie disponibili se vi sono o dovranno essere altri soggetti ad attivarsi? Vi sono, inoltre, altre problematiche che si sono incancrenite.
La discarica di La Martella inquina sin dalla primavera del 2013, il Comune di Matera, sulla base dell'art. 142 del d.lgs 152/06 avrebbe dovuto convocare una conferenza dei servizi entro 24 ore dal verificarsi dell'evento ma sono passati 18 mesi. La conferenza è stata convocata solo il 18 settembre dell'anno in corso e non è stato redatto neppure il verbale. E' emerso – dice ancora Abiusi – che bisogna adeguare e potenziare la rete dei piezometri, caratterizzare le falde e solo dopo redigere l'analisi del rischio e procedere, infine, alla bonifica. I gestori della discarica non hanno ottemperato neppure ad alcune prescrizioni dell'Aia scaduta l'11 dicembre del 2011 e nel sub settore D del 5° settore vi è percolato che va rimosso ed è pari a 2 metri di battente-un lago- oltre ad altro percolato giacente un po' in tutto l'impianto. Appare evidente che stante le attuali condizioni nessuno potrà mai concedere alcuna deroga rischiando in prima persona sia in chiave amministrativa che penale e rischiando una infrazione comunitaria. Ciò detto quali sono le alternative? Siamo in attesa di conoscerle”.
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