“Le famiglie lucane, in media, buttano nei rifiuti tra i 18-20 euro al mese di alimenti ancora commestibili (la media nazionale è di 28-30 euro al mese/famiglia). Uno scandalo dal punto di vista economico ed etico, soprattutto se si pensa che nell'ultimo anno sono aumentate le famiglie lucane che sui rivolgono alla Caritas per ritirare aiuti alimentari o essere ammesse alle mense”. A rilevarlo è la Cia della Basilicata che in occasione della Giornata di prevenzione dello spreco alimentare istituita dal ministero dell’Ambiente rilancia la campagna ai consumatori.
“L’iniziativa – spiega la Cia – oltre ad informazioni semplici ed efficaci, prevede l’organizzazione di laboratori presso le aziende agrituristiche per insegnare alle donne e ai consumatori come evitare lo spreco di molti prodotti alimentari, tra i quali il più diffuso è purtroppo il pane raffermo, attraverso piatti rielaborati della cucina contadina e rurale”. Per la Cia i “piati antispreco” potrebbero essere la soluzione: “Il pane cotto con le rape o semplicemente con la cipolla – spiega Matilde Iungano, presidente di Donne in Campo-Cia e ‘ambasciatrice’ del mangiare sano-mangiare lucano – è sicuramente il piatto più diffuso ma è solo uno dei tanti dei cosiddetti piatti di ritorno. Per la pasta del giorno prima, ad esempio, la tradizione contadina ricorre alla frittata. Con i piatti antispreco si recupera il cibo non consumato, con le ricette a impatto zero si utilizzano anche le parti meno nobili specie delle carni di maiale”.
Per Dino Scanavino, vicepresidente vicario della Cia, “rimane ancora troppo alto il numero di chi non sa organizzare la propria spesa e finisce per far scadere gli alimenti nel frigo o per non dosare efficacemente le quantità da mettere nel carrello. Oggi più che mai è necessario acquisire una coscienza solidaristica orientata al risparmio e, più in grande, al riequilibrio dei mercati”.
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