Lo ha detto il capogruppo di Centro Democratico in Consiglio regionale dal palco della Festa Nazionale di Cd alla presenza, tra gli altri, del vice ministro alle Politiche Agricole Andrea Olivero
“Cultura ed agricoltura valgono più degli 85mila barili di petrolio da estrarre”. Lo ha detto il segretario nazionale amministrativo e capogruppo di Centro Democratico in Consiglio regionale Nicola Benedetto dal palco della Festa Nazionale di Cd intervenendo all’incontro-dibattito su “Agricoltura e lavoro per tornare a crescere” alla presenza, tra gli altri, del vice ministro alle Politiche Agricole Andrea Olivero.<br /><br />Nel ribadire che la seconda festa nazionale del partito di Bruno Tabacci è stata voluta a Matera per “rafforzare” la candidatura a Capitale Europea 2019 e nel ricordare le iniziative assunte dal partito a sostegno di questo obiettivo, Benedetto ha sottolineato “i grandi benefici in termini di sviluppo, di occasioni ed opportunità di lavoro che verranno a Matera perché il turismo rappresenta il settore di autentico sviluppo e di occupazione stabile e duratura a differenza dell’occupazione legata all’attività estrattiva che, come è noto, ha una durata temporanea ed è quindi caratterizzata da precarietà. Non vorrei che quel ‘bischero’ di Renzi, da buon toscano, dopo il ‘tiro mancino’ che ci ha giocato con lo ‘sblocca Italia’ ce ne faccia un’altra, magari sponsorizzando Siena, a cui comunque siamo fortemente legati, come comunità bernaldese, da solidi ed inattaccabili vincoli di gemellaggio istituzionale, culturale e civile. E poi, come è stato sottolineato nella prima giornata della festa, la candidatura di Matera è emblema dei giacimenti culturali del Mezzogiorno d’Italia che valgono di più, molto di più, di quelli petroliferi”.<br /><br />“Quanto all’agricoltura, ribadire che il territorio lucano non è disponibile ad ulteriori perforazioni che sacrificano innanzitutto l’agricoltura – ha aggiunto Benedetto – non è mai superfluo. Con il nuovo Psr 2014-2020 dobbiamo pensare a sostenere il mondo agricolo fortemente impegnato in produzioni di qualità che sono l’autentica frontiera dell’export del ‘mangiare sano, mangiare lucano’ sui mercati nazionale ed estero e non certo il petrolio che raggiunge Taranto per proseguire all’estero. In più occasioni - ha continuato l’esponente di Cd – abbiamo sollecitato progetti e programmi di utilizzo delle royalties a favore dell’agricoltura e della difesa del territorio specie dai continui fenomeni alluvionali come quelli del Metapontino. C’è bisogno di una nuova mentalità di sistema che metta insieme disponibilità e impegno non solo della Regione ma di tutti i soggetti sociali in campo che hanno necessità, prioritariamente, di ritrovare unità e sinergia. E se è vero che il petrolio della Val d’Agri è ‘un bene comune’ dell’intera regione, al pari dell’acqua e di ogni altra risorsa naturale, tutti gli abitanti, indistintamente, devono poter conseguire vantaggi, non solo compensativi rispetto alla sostenibilità ambientale effettiva delle attività d’estrazione, ma anche in prospettiva futura come investimento in un percorso comune di sviluppo che abbia ricadute concrete, e quanto più ampie possibili”.<br /><br />