Calabrese (Grande Sud): doppia preferenza non sono “Quote rosa”

“La Doppia Preferenza di Genere non va confusa con le “Quote Rosa”: è una facoltà di scelta che viene consentita a chi voglia esprimere più di un voto; vuole essere un modo per invitare a riflettere sul contributo che le donne possono fornire nelle istituzioni, ed avviare un rinnovamento sostanziale nella società italiana”. Lo afferma Anna Maria Calabrese (Grande Sud).
“Visti i pregiudizi culturali sulla questione femminile in cui siamo immersi da tempo, la doppia preferenza di genere ci appare oltre che un segnale forte di modernità, anche un modo democratico e liberale per permettere alle donne brave, preparate, competenti e generose, che si vogliono impegnare in politica, di riuscire a farlo”.
“Infatti – ricorda Calabrese – con questo sistema l’elettore può esprimere una sola preferenza (come nell’attuale legge) oppure, se lo desidera, due preferenze, scegliendo fra i candidati di genere diverso della stessa lista, ossia un uomo ed una donna. Nel caso, per errore, l’elettore indicasse due candidati dello stesso genere (due donne o due uomini) la seconda preferenza sarà considerata nulla e varrà solo il primo nome indicato”. Questa innovazione riguarda fin da subito le elezioni amministrative per i comuni sopra i cinquemila abitanti. Noi auspichiamo che il consiglio regionale della Basilicata dia attuazione all’art.3 della legge n.215/2012 e provveda a rendere operativa la doppia preferenza di genere per le prossime elezioni anticipate del parlamentino lucano”.

bas 07

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