Castelluccio (Fi): investire in Cultura e Turismo

Il consigliere regionale sottolinea che: “Dal Rapporto Svimez viene la sollecitazione ad investire in Beni culturali e Turismo”

&ldquo;Specie dopo Matera Capitale Europea della Cultura 2019 non va sprecata la sollecitazione che ci viene dal Rapporto Svimez: il patrimonio territoriale e culturale del Mezzogiorno pu&ograve; diventare componente chiave dello sviluppo del territorio, attraverso la creazione di un&rsquo;adeguata offerta di strutture, servizi per l&rsquo;accoglienza a sostegno dei gi&agrave; presenti musei e beni culturali e altre attivit&agrave; che possano spaziare<br />dall&rsquo;enogastronomia al folclore&rdquo;. E&rsquo; il commento del consigliere regionale di Forza Italia, Paolo Castelluccio, che aggiunge: &ldquo;&egrave; lo stesso ministro Franceschini, oggi, a puntare il dito contro tutte le Regioni del Sud che sul turismo culturale fanno ancora troppo poco e spendono male i fondi comunitari a disposizione&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Gli effetti negativi &ndash; afferma Castelluccio – si colgono direttamente sul tessuto imprenditoriale, nei primi otto mesi dell&rsquo;anno in Basilicata ci sono state 105 imprese di alloggio e somministrazione alimenti cancellate dagli Albi delle Camere di Commercio,&nbsp; e sull&rsquo;occupazione, dei 269mila occupati italiani nel settore beni culturali 224mila sono al Centro-Nord e solo 45mila sono nel Mezzogiorno, di cui le &lsquo;briciole&rsquo; in Basilicata. Dunque, &egrave; necessario fare tesoro della valutazione della Svimez: il settore culturale pu&ograve; rappresentare una delle componenti chiave nello sviluppo di un territorio quando, accanto alla presenza di attrattori quali musei e beni storico-culturali, si predisponga un&rsquo;adeguata offerta di strutture e di servizi destinati all&rsquo;accoglienza e la possibilit&agrave; di integrare il soggiorno culturale con altre attivit&agrave;. E&rsquo; un&rsquo;opzione strategica che, in tempi relativamente contenuti, deve trasformarsi in indicazioni progettuali concrete per entrare a pieno titolo nel quadro della politica europea per la cultura che fa perno sul programma &lsquo;Europa creativa&rsquo; varato alla fine del 2013 e che potr&agrave; contare su circa 1,5 miliardi di euro. Altri benefici concreti per i progetti e le imprese culturali verranno anche dall&#39;avvio di un importante strumento finanziario: un Fondo di garanzia europea che affiancher&agrave; i contributi europei ai progetti e che assister&agrave; i prestiti nazionali alle micro, piccole e medie imprese culturali e creative, che potranno finalmente vedere agevolate le loro possibilit&agrave; di accesso al credito&rdquo;.<br /><br />Per Castelluccio, inoltre &ldquo;&egrave; necessario riorientare la spesa regionale e pubblica nel settore della cultura e dei servizi ricreativi, contrattasi negli ultimi anni a livello nazionale e, soprattutto, nel Mezzogiorno, dove tra il 2000 e il 2011, come segnala la Svimez, ha subito una riduzione di oltre il 30 per cento. Un tendenziale allineamento del Mezzogiorno al resto del Paese in termini di incidenza dell&rsquo;occupazione nel settore consentirebbe di creare nel Mezzogiorno circa 40 mila posti di lavoro aggiuntivi nel settore dell&rsquo;industria culturale, di cui circa 15 mila unit&agrave; interesserebbero figure professionali con elevati livelli di istruzione. Opportunit&agrave; ancora maggiori &ndash; aggiunge Castelluccio – emergono dalla considerazione del settore &lsquo;culturale allargato&rsquo; in ottica di filiera, comprendente, cio&egrave;, sia i settori industriali e terziari che contribuiscono alla realizzazione dei prodotti culturali, sia i settori che comprendono figure professionali ad alto contenuto di conoscenza e creativit&agrave;. Nel 2013 in Italia il settore culturale &lsquo;allargato&rsquo; conta circa 1,6 milioni di unit&agrave; pari al 7,1 per cento dell&rsquo;occupazione totale. Il dato medio nazionale, sostanzialmente in linea con la media europea, nasconde anche in questo caso una forte differenziazione territoriale: pi&ugrave; concentrata al Centro-Nord, con circa un milione 300 mila unit&agrave; pari al 7,8 per cento dell&rsquo;occupazione totale, a fronte del 4,9 del Mezzogiorno. Infine &ndash; afferma il consigliere regionale di Forza Italia – alla politica regionale volta alla valorizzazione del patrimonio artistico-culturale devono affiancarsi quegli interventi di politica industriale orientati ad attivare comparti di produzioni di beni e servizi ad essa connessa&rdquo;.<br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />

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