Il consigliere del Gm chiede di “effettuare una modifica della concessione di derivazione delle acque per l’approvvigionamento idrico all’Enel al fine di disporre prescrizioni o limitazioni temporali o quantitative”
Il consigliere regionale del Gruppo misto Giannino Romaniello in merito alla Centrale Enel di produzione di energia elettrica localizzata nella Valle del Mercure, ha presentato una interrogazione al presidente della Giunta chiedendo “se non reputi necessario ed opportuno, come previsto, effettuare una modifica della concessione di derivazione delle acque per l’approvvigionamento idrico all’Enel in considerazione del lungo lasso di tempo trascorso dalla firma della stessa, al fine di disporre prescrizioni o limitazioni temporali o quantitative e garantire eventuali miglioramenti per la realizzazione di “preminenti interessi pubblici”.<br /><br />“In ragione della riconversione della centrale – chiede inoltre - attualmente alimentata con biomasse, e il conseguente utilizzo dell’acqua per un tipo di impianto e un ciclo produttivo molto diversi rispetto a quelli previsti dalla concessione, quali azioni si intendono intraprendere in ordine ad eventuali nuove autorizzazioni, al fine di assicurare la massima sicurezza per l’ambiente e per le comunità dell’area e quali azioni si intendono mettere in atto per esigere dall’Enel il rispetto della convenzione in relazione ai risarcimenti per i danni già arrecati dalla derivazione alla ittiologia, alla mancata informativa sulla installazione degli apparecchi idrometrici e sulla misura delle portate derivate, sulla temperature dell’acqua restituita dopo l’utilizzo e sulla defluizione dell’acqua nei periodi di magra del fiume Mercure”.<br /><br />“La concessione di derivazione delle acque che consente all’Enel l’approvvigionamento idrico – scrive Romaniello - a più di 50 anni dalla sua decorrenza, non è mai stata fatta oggetto di revisione da parte dell’ufficio ciclo dell’acqua della regione Basilicata, così come previsto dalla Dgr. 2628/2003, né adeguata alle norme del nuovo regolamento della Regione Basilicata. Secondo quanto previsto dalla Dgr. 1964/2006, ‘in presenza di preminenti interessi pubblici e per le finalità di cui al Dlg 152/2006, l’ufficio delle acque può procedere alla revisione della concessione, disponendo prescrizioni o limitazioni temporali o quantitative’”.<br /><br />“Secondo l’art. 1 punto 1 della concessione – continua - l’acqua da derivare doveva essere utilizzata per la refrigerazione dei meccanismi motori della centrale termoelettrica del Mercure allora in costruzione mentre, a seguito del progetto di riconversione della centrale e la previsione di utilizzo delle biomasse, l’acqua derivata viene utilizzata in un modo diverso rispetto a quello previsto inizialmente dalla concessione e per una diversa tipologia di centrale. Il 7 giugno 2013 ho inviato all’allora presidente della Giunta regionale una lettera nella quale si chiedeva conto, tra le altre cose, della mancata revisione della concessione”.<br /><br />“La nota di risposta a quella lettera – continua il consigliere del Gruppo misto – a firma del dirigente regionale ufficio delle acque, non ha fornito risposte adeguate né in relazione alla mancata revisione della concessione né sul mancato rispetto delle condizioni previste dalla concessione, art. 6, ultimo punto, a compenso dei danni arrecati all’ittiologia dalla derivazione, secondo le quali si doveva provvedere ad una semina annuale di 50.000 avannotti di trote fario nel tratto di fiume Mercure a monte della traversa di sbarramento, che parrebbe non essere mai stata fatta”.<br /><br />“Nessuna risposta – conclude Romaniello – è stata data sulla mancata informativa sulla eventuale installazione e manutenzione alla presa degli apparecchi idrometrici per la misura delle portate derivate (art. 3, punto n. 1 della concessione) e sulla mancata informativa su chi ha controllato e chi controlla (con la relativa documentazione e verbali di sopralluogo) il rispetto delle quantità d’acqua da derivare, la temperature dell’acqua restituita dopo l’utilizzo e che nel periodo di magra del fiume Mercure l’Enel faccia defluire l’acqua necessaria alla vita lungo il fiume (art. 6 , punto n° 1 della concessione)”.<br /><br />L.C.<br />