Centrosinistra lucano, le considerazioni di Rosa

L’esponente del Pdl: “si è rotta quella bussola del Potere capace di fare da collante tra i due apparati comunisti e democristiani, finché la pura gestione poteva agire indisturbata ha retto, ma non poteva durare in eterno”

“Anche per un navigatore della politica quale il presidente del Consiglio Folino risulta difficile trovare la rotta nella tempesta che sta attraversando il centrosinistra lucano che in meno di 18 mesi è riuscito ad aumentare il distacco anche con parte dell’opinione pubblica che lo ha sostenuto. Non è colpa delle lobby calabro lucane, né una congiura tra ex contro ex e post contro post, né della magistratura cattiva. Semplicemente si è rotta quella bussola del Potere capace di fare da collante tra i due apparati comunisti e democristiani, finché la pura gestione poteva agire indisturbata ha retto, ma non poteva durare in eterno perché oltre ai pessimi risultati nel campo economico e dello sviluppo, si sono aggiunti comportamenti ai limiti della liceità, anche etica e morale, nell’utilizzo delle istituzioni e della pubblica amministrazione da parte dei partiti della sinistra nostrana”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale del Pdl, Gianni Rosa il quale sostiene che “l’intervento di Folino nella direzione regionale del Partito Democratico lo possiamo sintetizzare come l’ammissione della colpa e del peccato originario del blocco cattocomunista lucano: l’utilizzo corsaro della economia pubblica assoggettata alla creazione di filiere e consenso sociale. Qualcuno la chiama coesione sociale, invece, va definita per quello che è: puro assistenzialismo per manipolare e far dipendere ampie fasce sociali al Potere”. “O meglio – prosegue Rosa – diamo atto al presidente Folino, pur se in una ‘riunione privata’ ha utilizzato un lemma adatto: clientelismo. Certo, lo ha pronunciato in un contesto quasi a difesa della sua compagine partitica. Insomma il Sansone delle Dolomiti ha ammesso che la clientela è un meccanismo utilizzato nel Tempio del PD, di cui lui stesso ne ha fatto uso e costume”.

“Però – afferma ancora l’esponente del Pdl – non sono crollati né il Sansone delle Dolomiti né i Filistei democratici: una semplice assunzione di fatto, una condanna di rito e un ecumenico invito ad essere più buoni e meno clientelari perché tra poco è Natale; son pur sempre catto-comunisti”. “Chissà se l’uomo di partito Folino – conclude Rosa – ricorderà al presidente del Consiglio Folino di essere in futuro coerente con la sua auto accusa, quando si ritroverà qualche mozione, ordine del giorno proposta dal Pdl o da qualsiasi gruppo politico per mettere fine a questa ingiustizia sociale che premia i ‘protetti’, sostenendolo col suo voto personale e con il suo impegno politico. Oppure si defilerà con l’alibi che il suo ruolo istituzionale lo obbliga ad essere imparziale (una vera leggenda metropolitana) o sentirà il richiamo dell’oligarchia che non può permettersi di rimanere senza le basi del consenso. Le clientele e le regalie per gli amici nel Pd sono un vizio troppo prezioso”.

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