La Consigliera supplente di parità: è “mancato il passaggio formale e sostanziale delle ultime iniziative del Consiglio Regionale in campo di pari diritti”
"Gli organi regionali di parità istituzionali sono la chiave, ma il mancato passaggio formale e sostanziale delle ultime iniziative del Consiglio Regionale in campo di pari diritti impedisce di fatto una partecipazione incisiva che sola può realmente modificare lo stato di inadeguatezza e la mancata espressione della società e delle donne in particolare". E' quanto sostiene Giusy Chiaradia, consigliera di parità supplente della Basilicata. “Non voglio entrare nel merito delle proposte di legge in questione ed inflazionate nei commenti negli ultimi giorni, tanto da difformarne il valore , ma del metodo scorretto – continua – e per questo pongo ai consiglieri regionali ed al Governatore le seguenti domande : non dovrebbe essere fisiologico legiferando od intendendo legiferare su una data materia audire le commissioni competenti? Non è forse la Crpo un organo collegiale costituito da 20 persone che di per sé sintetizzano e filtrano una gran parte delle azioni di parità su tutto il territorio regionale? Non vi sembra una contraddizione prevedere audizioni con la società civile prima o senza , come in questo caso , il parere della commissione preposta , seppur abbia nella nostra regione solo parere consultivo e come in questo caso facoltativo? E' questo uno dei casi in cui si amplifica la incertezza proprio su un segmento (quello di parità fra i generi ) che oggi più che in altri tempi ha necessità di autorevolezza per essere efficace e concorrere allo sviluppo economico di questa regione?"
"A queste ed innumerevoli altre domande retoriche sulla reale democratizzazione delle "questioni di genere"- conclude Chiaradia – la sola risposta può venire dal parlamento lucano primo tra tutti con azioni che puntino a dare un ruolo incisivo nell'iter legislativo per ridare dignità a decenni di lavoro degli organi di genere e delle persone che vi hanno operato faticosamente; se ciò non dovesse avvenire, e si riducesse a discussioni e finte occasioni di confronto democratico di volta in volta per diverse fattispecie saremo di fronte al grande e solito spreco …di vite, energie, e speranze per un miglioramento della nostra società". Per la consigliera supplente, dunque, "un appello alla modernizzazione e un segnale di vera volontà di democratizzazione e partecipazione istituzionali".
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