Cia: accelerare provvedimento etichettatura carni

“L’etichettatura d’origine delle carni anche trasformate non può essere un optional. Deve, invece, essere un obbligo per consentire ai consumatori di scegliere in modo consapevole e agli allevatori di difendere e valorizzare le loro produzioni di qualità”. Lo sostiene la Cia-Confederazione italiana agricoltori sottolineando che “serve un’etichetta che obblighi a specificare gli ingredienti e metta l’industria di fronte a responsabilità precise”.
“In tema di marchio delle carni lucane – aggiunge l’organizzazione – bisogna fare più in fretta perché questa è la strada di più efficace di garanzia per consumatori e contestualmente per gli allevatori. E se da tempo carne podolica e Agnello delle dolomiti lucane rappresentano le eccellenze capaci di fare da volano all’intero comparto zootecnico lucano l’unica soluzione strutturale in grado di assicurare la trasparenza negli scambi commerciali e la tutela di consumatori e produttori dal rischio frodi è l’estensione dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti, a partire dalla materia prima utilizzata”.
“Dobbiamo, perciò, riprendere l’iniziativa avviata negli anni passati dalle associazioni professionali degli allevatori – afferma la Cia – per riaprire un tavolo tecnico regionale su questo tema, facendo tesoro dell’esperienza positiva realizzata dagli allevatori di suini e dalle aziende di trasformazione dell’area Picerno-Melandro. Di qui l’esigenza, come sta avvenendo per i salumi, di pervenire ad un “paniere” di prodotti lucani tipici trasformati con un marchio d’origine protetta regionale che tra l’altro ha una regolamentazione comunitaria più semplice di quella prevista per Dop e Docg”. La Cia ribadisce infine “l’attualità di un Piano regionale per il comparto zootecnico e di un programma di consolidamento e rilancio del sistema agroalimentare e industriale legato alle produzioni locali tipiche e di qualità. Gli allevatori lucani vivono un momento di grande difficoltà. I prezzi del bestiame alla stalla sono sempre in discesa mentre i costi onerosi creano ostacoli e problemi alla gestione delle imprese e il consumo di carne fresca è in calo. Una situazione complessa che richiede interventi e azioni efficaci”.

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