“Conoscere il piano industriale dello stabilimento di Melfi della Barilla, che grazie ad investimenti per nove milioni di euro, intensificherà la produzione della focaccella (focaccia ligure) non può fare molto piacere alle migliaia di agricoltori lucani dei nove prodotti Dop, Igt e Stg riconosciuti dall’Unione europea”.
E’ quanto sostiene, in merito al programma della multinazionale di Parma, il presidente della Confederazione italiana agricoltori (Cia) della Basilicata, Antonio Nisi, che in una nota dice che “il modello di industria alimentare che abbiamo in mente è quello che valorizzi i prodotti e gli alimenti tipici del territorio di produzione”. “In proposito, con tutto il rispetto dovuto per l’occupazione realizzata a Melfi – aggiunge Nisi – chiediamo al management Barilla la provenienza dell’olio extravergine di oliva e della farina utilizzati per la focaccella. E’ evidente che senza un’industria di trasformazione dei nostri prodotti agricoli non si fanno passi in avanti specie per supportare gli sforzi delle nostre aziende a competere sui mercati”. Secondo il presidente della Cia lucana “nell’agroalimentare il made in Basilicata ha un grande potenziale”, ma è necessaria “più promozione a sostegno dei nostri prodotti a denominazione meno conosciuti”.
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