Cia su riconoscimento dop per majatica Ferrandina

L’impegno del Governo a verificare l'iter e ad accelerare le procedure per il riconoscimento dop in favore dell’oliva majatica di Ferrandina, accogliendo una richiesta degli olivicoltori associati, non è sufficiente se non sarà accompagnato da altre azioni a livello regionale in attuazione del nuovo Psr 2014-2020 intanto per evitare che i costi di certificazione della dop ricadano interamente sugli olivicoltori di Ferrandina e della Collina Materana e perché contestualmente si sostenga l'oliva infornata di Ferrandina che è un prodotto di grande qualità e tipicità della Collina Materana (Accettura, Aliano, Cirigliano, Ferrandina, Gorgoglione, Salandra, San Mauro Forte, Stigliano) con un forte potenziale di mercati.
A sostenerlo è la Cia della Collina Materana sottolineando che in quest’area l’olivo copre oltre l’80% della superficie coltivabile e la cultivar più diffusa è la majatica, che nei terreni argillosi di questa parte della valle del Basento ha trovato condizioni climatiche favorevoli: sia l’olio extravergine ricavato dai suoi frutti, sia le olive da mensa, “infornate” secondo un procedimento tradizionale molto particolare, sono prodotti ottimi.
Oggi nell’organizzare la filiera olearia – afferma Paolo Carbone della Cia – dobbiamo superare la logica ‘difensiva’ di come ripartire tra le diverse componenti i bassi prezzi spuntati sul mercato. Dobbiamo invece pensare ‘insieme’ prima di tutto a come ‘creare valore’ e poi a ripartirlo con equità. La dop ci viene sicuramente in soccorso per superare i punti di debolezza della filiera olivicola: presenza massiccia di oliveti ultrasecolari e spesso obsoleti, di oliveti ubicati in terreni acclivi e in generale in ambienti pedo-climatici marginali; carenza di manodopera specializzata; assenza di lotta alle frodi; concorrenza estera spietata per prezzi bassi e ovviamente qualità bassa. Il pacchetto di proposte della Cia Basilicata prevede una serie di azioni da sviluppare in maniera adeguata. Inoltre, l’Oprol – organismo di categoria degli olivicoltori – continua – intende anche sviluppare una filiera commerciale. Un progetto triennale che vedrà coinvolta l’associazione con tutti i suoi tecnici che saranno presenti nelle aziende agricole, nei frantoi, nelle sedi periferiche dell’Oprol, per estendere la dop evitando che a beneficiarne sia, dopo il Vulture, solo un’altra area territoriale.
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