Cicala: Restituire dignità storica alle vittime del treno 8017

Il presidente del Consiglio regionale della Basilicata rivolge un pensiero alle tante vite che si spezzarono nella più grande tragedia ferroviaria della storia italiana, avvenuta a Balvano nel 1944

“Nella notte tra il 2 e 3 marzo del 1944 ci fu la più grande tragedia ferroviaria della storia italiana nella quale persero la vita più di 600 persone. Un disastro per anni dimenticato quello di Balvano che, oggi, desideriamo commemorare e portare all’attenzione nazionale perché il ricordo possa restituire quella dignità storica sia alle vittime che ai familiari”. Lo afferma il presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Carmine Cicala, soffermandosi su quella che fu, per anni, una strage con molti responsabili e nessun colpevole. 

Un treno merci con a bordo passeggeri, quasi tutti campani, lungo il tratto lucano della linea Napoli-Potenza, rimase bloccato per ore, nel mezzo della notte, nella galleria “Delle Armi”, nei pressi della stazione di Balvano-Ricigliano, in provincia di Potenza, per una lunga serie di concause e negligenze. Le persone restarono all’interno della galleria e morirono intossicate dal monossido di carbonio rilasciato dalle locomotive. Alcuni non fecero in tempo a uscire dalla galleria e crollarono ai lati del treno, venendo poi calpestati da altri passeggeri in fuga. Altri ancora morirono nel sonno. Agli occhi dei primi soccorritori si presentò una scena da brivido, centinaia di cadaveri ovunque. I corpi dei passeggeri, uomini, donne, bambini, vennero disposti in fila lungo i marciapiedi della stazione, in attesa di un’altra destinazione.

Doveroso per il presidente Cicala “ricordare le difficoltà e gli innumerevoli sacrifici che coinvolsero le popolazioni del Sud Italia, costrette a rischiare la vita per barattare qualche stoffa e utensile in cambio di cibo. Su quello che in seguito fu denominato il ‘Treno della morte’, viaggiavano, infatti, clandestini, per la maggior parte diretti in Basilicata, forse in Puglia, che si spostavano animati dalla speranza di trovare qualcosa da mangiare. La guerra non era finita, in alcuni posti dell’Italia si combatteva ancora e il cibo scarseggiava. La borsa nera era, per molti, l’unica via percorribile”. 

“Una tragedia drammatica – sottolinea Cicala – ancor più carica di dolore perché spenta nel silenzio, uomini e donne che passarono dal sonno alla morte.  Un evento che ha fatto macerare, per anni, le tante famiglie interessate dall’incidente. A nome del Consiglio regionale della Basilicata, esprimo vicinanza e solidarietà a tutte le comunità e ai cari delle vittime colpite da questa tragedia senza precedenti”.

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