Il consigliere al Comune di Potenza Salvatore Lacerra (Mal) interviene sulla vendita del Tribunale del capoluogo. “Calcolando che il fabbricato ha una superficie di 39.446 mq. e che è stato promesso in vendita a 32.000.000,00 di € ne deriva che costerà circa €. 800,00 a mq. L’Amministrazione nel momento della stipula del contratto definitivo – aggiunge Lacerra – si obbliga a tenere in locazione detti locali per altri 30 anni con un canone di locazione iniziale di 3.249.340,00 €. oltre IVA.
Dopo circa 13- 14 anni, l’immobiliare acquirente, avrà estinto il prestito avuto dalla banca pagando la rata con i soldi del fitto e ci guadagnerà. Provate a verificarlo con calcoli su mutui online. Il fitto dell’immobile è pari ad un interesse di oltre il 10,00%, veramente un bell’interesse tenuto conto che oggi un tasso fisso costa il 5,50%. Ma la convenienza è ancora più pronunciata, se si tiene conto che analizzando il contratto di locazione le spese straordinarie non sono a carico dell’acquirente ma restano a carico del Comune di Potenza. Casa che ribalta i principi civilistici locatizi".
“Per la costruzione del Tribunale di Potenza – aggiunge ancora Lacerra – fu bandita una gara nazionale e che l’opera è sicuramente un’opera monumentale, non solo per grandezza, (è il Palazzo più Grande della Città) ma per soluzioni ingegneristico – architettoniche, per lo stile che rappresenta un’epoca. Il Tribunale è stato costruito con fondi ministeriali, circa 3.800.000.000 lire ed il progetto è stato selezionato dopo un concorso nazionale a cui hanno partecipato diversi progettisti. Il progetto del Tribunale è dell’Arch. Alberigo Lapenna mentre le opere ingegneristiche sono dell’Ing. Cannizzo e ancora oggi è un’opera ardita e per certi versi inquietante con sbalzi e proiezioni nello spazio.
Possiamo vendere il Palazzo di Città, il Teatro Stabile, il Ponte Musmeci, no sicuramente, ed allora perché bandire la storia e vendere la Giustizia?”
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