"L'apertura della Villa romana di Malvaccaro di domenica 12 ottobre è il frutto di una proficua collaborazione tra Comune di Potenza e Soprintendenza Archeologica della Basilicata.
Emblematica anche la scelta di far coincidere questa apertura con la Giornata nazionale delle famiglie al Museo, un'iniziativa che, oltre a coniugare la cultura con l'educazione e la valorizzazione del territorio, rappresenta anche un aiuto prezioso a disposizione di tanti genitori per stimolare la fantasia e creatività dei propri figli.Tante, infatti, le famiglie che hanno raccolto l'invito a Potenza". Lo si apprende da una nota dell'ufficio stampa del Comune di Potenza.
Ad accogliere i visitatori l'archeologa della Soprintendenza, Raffaella Bonaudo, responsabile dello scavo, e l'assessore del Comune di Potenza, Annalisa Percoco.“La visita alla Villa e al suo mosaico è stata l'occasione per assistere ad una lezione di storia e geografia della Potenza romana, e, per i più piccoli, per apprendere giocando”, sottolinea l'assessore Percoco.“È diventato fondamentale per la società la conoscenza dell’archeologia, ma gli utenti richiedono una diffusione del sapere che si distacchi dai canoni classici preferendo un approccio più informale della relazione con l’esperto e delle modalità espositive. E' sempre più opportuno assumere la logica della visita-esperienza, interpretando i luoghi della cultura come luoghi di apprendimento e di inclusione sociale.
Nella gestione del patrimonio culturale locale, diventa allora fondamentale assumere una prospettiva di misurazione e valutazione degli effetti indotti che faccia emergere, oltre al peso delle valutazioni d'impatto economico, anche la crescita del capitale culturale, gli effetti sulla coesione sociale, gli effetti sul welfare e sulla qualità della vita.E’ a partire da una maggior consapevolezza delle potenzialità e degli effetti complessi sui diversi aspetti della società locale, nel breve e nel lungo periodo che è possibile individuare policies innovative di valorizzazione del patrimonio che possano essere comunicate e condivise con pubblici, stakeholders e cittadinanza. Con la Soprintendenza stiamo ragionando sulla individuazione di una forma di gestione che possa restituire alla città di Potenza e alla sua comunità un polmone culturale di notevole pregio.Rispetto a questo, abbiamo condiviso con la Soprintendenza l'idea di rispondere al bando “Il bene torna a essere comune”, promosso dalla Fondazione con il Sud, con l’obiettivo di promuovere l’uso “comune” dei beni culturali delle regioni meridionali, permettendone una più ampia fruibilità da parte della collettività come strumento di coesione sociale, con il coinvolgimento delle organizzazioni del terzo settore e del volontariato di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia che potranno presentare proposte di progetto per la valorizzazione degli immobili selezionati dalla Fondazione”.
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