“In merito alla risposta alla mia interrogazione, per richiesta di chiarimenti sulla vicenda relativa all'alienazione dei terreni in località Macchia Giocoli e Murate, mi preme sottolineare i punti di divergenza che mi hanno spinto, nell'ultimo Consiglio comunale a evidenziare al governo cittadino, in merito alle criticità presenti nell'iter burocratico intrapreso dal Comune nei confronti di circa 200 famiglie che si sono viste recapitare, nelle scorse settimane, delle lettere con le quali sono state invitate a sottoscrivere, mediante scheda allegata, la richiesta di acquisto dell'area sulla quale sono stati realizzati gli immobili dalle stesse detenuti” così il presidente del gruppo misto Antonio Pesarini, che di seguito elenca i punti che ritiene di divergenza.
“Punto 1:
la trascrizione, mediante determinazioni dirigenziali,risulta incompatibile in assenza di un atto traslativo del diritto di proprietà,necessario ed essenziale,alla luce della Sentenza della Corte di Appello che sancisce solo le somme deputate a risarcire il danno non connettendo, anzi esplicitamente negando, effetto traslativo della proprietà al pagamento di dette somme. Su ciò il Consiglio di Stato non è stato chiamato a pronunciarsi e non è entrato nel merito per cui sul punto non si è formato alcun giudicato.
Punto 2:
le iniziative di alcuni cittadini, tendenti a far valere i propri diritti sulla questione, non sono ostative qualora l'Amministrazione comunale si ritenesse titolare dei diritti contenuti nella
Delibera consiliare numero 121 del 2011 che richiama le sopra citate Determinazioni dirigenziali.
Punto 3:
Rispetto alla modalità di operatività dell'accessione, si fa presente che la stessa è disciplinata dal Codice civile che costituisce, ipso iure, come debitore il proprietario del fondo attraverso il quale opera l'accessione (articoli 934 e 936 del Codice civile). Rimane, in definitiva, appesa la problematica del trasferimento della proprietà. Come si può far pagare ai cittadini ciò che non possono acquistare o che non trasferiremmo nella loro proprietà? A che titolo chiederemmo quelle somme ulteriori rispetto all'area effettivamente occupata dai fabbricati? Tutti questi interrogativi dovrebbero spingere l'intero Consiglio comunale a riflettere sulla necessità di pensare a predisporre, di concerto con l'Amministrazione comunale, una Delibera consiliare che revochi quella sopra enunciata, che tanti problemi amministrativi, contabili e giuridici ha provocato, e ne predisponga un'altra che tenga conto di tutte le carenze che, nel frattempo, si sono evidenziate” conclude Pesarini.