Conferma del Capo dell’Ufficio Legislativo

Il consigliere regionale Piero Lacorazza interpreta, con enfasi scandalistica, la notizia del parere reso dalla Sezione di Controllo della Corte dei conti al Presidente della Regione sulla possibilità di conferma del Capo dell’Ufficio Legislativo, Avv. Salvatore Capezzuto. Ma omette di evidenziare che il parere in questione è stato richiesto proprio dal Presidente, a conferma preventiva della perfetta legittimità dei decreti di nomina in adozione. Il Presidente Bardi, in questo come in altri casi, al fine di garantire, nella piena trasparenza, la legittimità degli atti di conferimento degli incarichi al personale di diretta collaborazione, con nota del 9 aprile 2025, avvalendosi della possibilità prevista dell’art. 7, comma 8, legge nazionale 131/2003, ha richiesto alla Corte dei conti un parere preventivo in merito, evidenziando nella stessa richiesta le criticità connesse all’interpretazione del quadro normativo e soprattutto giurisprudenziale relativo alla possibilità di conferimento di detti incarichi a dipendenti pubblici collocabili in quiescenza, in deroga al divieto di cui all’articolo 5, comma 9, del decreto- legge 6 Luglio 2012, n. 95 ed all’art. 33, comma 3, del DL 4 luglio 2006, n. 223.

Come premesso nel parere reso dalla Corte, è proprio il Presidente della Regione ad essersi interrogato sulla possibilità e modalità di applicazione della deroga introdotta dall’art. 11, comma 3, del decreto-legge 10 agosto 2023, n. 105 in materia di conferimento di incarichi agli uffici di diretta collaborazione del Presidente della Regione a soggetti posti o collocabili in quiescenza. Sulla questione, infatti, se il quadro normativo non appare sufficientemente chiaro, deve rilevarsi soprattutto una discontinuità nell’evoluzione giurisprudenziale che rende doveroso il ricorso agli strumenti del controllo preventivo posti a disposizione degli amministratori che, come da sempre opera il Presidente Bardi, hanno scelto come metodo di approccio alla gestione degli interessi pubblici quello della garanzia assoluta della piena legittimità e della certezza delle decisioni.

Il parere della Corte dei conti ha fugato i dubbi che doverosamente erano stati posti, confermando la fondatezza degli stessi e la piena legittimità degli atti adottati. Non c’è, quindi, spazio per ennesimi tentativi di sciacallaggio politico da parte di chi dovrebbe usare maggiore prudenza e responsabilità nel trarre conclusioni, evitando valutazioni improprie che risultano fuorvianti per l’opinione pubblica.

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