Convegno della Cia su energie alternative

Tra le fonti energetiche non c’è solo il petrolio. Anzi, la casuale concomitanza con la sottoscrizione del Memorandum di Intesa Stato-Regione oggi a Potenza, – si legge in un comunicato della Cia basilicata –  ha rilanciato la candidatura degli agricoltori lucani che da tempo rivendicano la possibilità di diventare “produttori di energia alternativa” attraverso la realizzazione di mini-impianti (eolici, fotovoltaici, biomasse, idroelettrici, da processi agronomici) innanzitutto per l’auto-approvvigionamento delle aziende agricole ma anche per dare un contributo più complessivo al fabbisogno energetico della regione e del Paese. Di questo si è parlato nel convegno promosso dalla Cia-Confederazione Italian a Agricoltori a Potenza, presso l’Istituto Professionale per l’Agricoltura e l’Ambiente “G. Fortunato”. In particolare i temi affrontati da esperti, tra i quali Marino Berton, Presidente AIEL (Associazione Italiano Energie Agroforestali), hanno riguardato i sistemi di incentivi all’uso di energia da fonti rinnovabili (decreto legislativo 28/2011); i crediti di carbonio forestali; la realizzazione di un piano agro-energetico e di un distretto agro-energetico in Basilicata.
Per la Cia proprio il decreto legislativo 28/2011 riapre in Basilicata tutta la partita delle rinnovabili che la delibera GR n. 2260 del 29/12/10 (linee guida per la progettazione degli impianti di produzione di energia alternativa) aveva in qualche modo limitato.
Le modifiche da noi sollecitate – precisa la Presidenza della  Cia – intendono disciplinare in forma più consona le procedure attuative declinando nel contempo meglio e con maggior coerenza i fabbricati e le strutture, in presenza delle quali scattano preventivamente alcuni prerequisiti e prescrizioni, nel caso di avvio di opere destinate alla costruzione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili in questo caso eolici. L’obiettivo è quello di favorire e garantire senza particolari divieti e rigidità, standard di sicurezza verso i cittadini tesi a garantire, l’incolumità della loro salute, la contestuale salvaguardia, tutela e preservazione dei nostri territori rurali, delle aziende agricole e loro annessi, cioè tutto quel complesso di opere che caratterizza e contraddistingue siti e paesaggio agrario della Basilicata.
Di qui la proposta di prevedere un Distretto Agro-energetico che ha visto la Cia costituire un GIE (Gruppo di Interesse Economico) che lavorerà per realizzare una rete di sistema della filiera agro-energetica nell’ambito dei programmi già previsti dai tre Dipartimenti regionali competenti (Agricoltura, Ambiente ed Attività Produttive). Condividiamo – ha evidenziato Distefano – l’obiettivo sostenuto dalla Giunta Regionale di consentire di accedere alla libera attività di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in condizioni di uguaglianza e senza discriminazioni nelle modalità, condizioni e termini per il suo eserc izio, mettendo fine ad una sorta di monopolio di società e gruppi specializzati. E’ soprattutto lo snellimento delle procedure che ci interessa tenuto conto che i tempi imposti dall’Enel ed avallati dall’Autorità Energia Elettrica e Gas sono troppo lunghi e scoraggiano gli imprenditori agricoli: il tempo necessario per la realizzazione delle opere per la connessione alla rete elettrica è stimato dall’Enel in 16 mesi per la realizzazione del nuovo impianto di trasformazione (CP) 150/20 Kv; 20 mesi per la realizzazione della Stazione RTN 380/150 Kv; 16 mesi per la nuova S.E. RTN fino a 150 Kv; 8 mesi più un mese al Km per i raccordi alle linee RTN. Se a tutto ciò si aggiungono i tempi relativi all’ìter autorizzativo si deve calcolare – secondo la Cia – in media non meno di sei anni prima che un’azienda agricola possa allacciare il proprio mini-impianto energeti co alla rete Enel.
E' necessario però che fin da subito – ha sottolineato l'AIEL – il settore delle agrienergie sia coinvolto nella predisposizione dei numerosi decreti attuativi che definiranno nel concreto le scelte operative e i livelli degli incentivi. Cia e Aiel ritengono necessario che i prossimi provvedimenti siano ispirati secondo due principali direttrici: promuovere la generazione distribuita, i piccoli e medi impianti realizzati in sintonia e nel rispetto con le caratteristiche e le risorse del territorio affiche i benefici si trasformino in sviluppo locale al servizio delle comunità; sostenere le iniziative realizzate dalle piccole e medie imprese e dagli imprenditori agricoli e forestali nel campo della produzione energetica da f onti rinnovabili, come opportunità di reddito e occasione di sviluppo.

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