Ddl royalties, Napoli: Quando prevale la proposta condivisa

Il consigliere di Fi evidenzia che il ddl della Giunta, su proposta di Fi, è stato significativamente emendato con la possibilità di utilizzare le royalties solo ed unicamente per investimenti e non per spesa corrente

&ldquo;Abbiamo dato prova che quando oltre ai muscoli prevale la proposta intelligente e con essa la condivisione, per il bene della Basilicata, la battaglia pu&ograve; essere comune, sempre nella distinzione di ruoli tra maggioranza ed opposizione&rdquo;: &egrave; il commento del capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Michele Napoli all&rsquo;approvazione del ddl per escludere le risorse delle royalties dal Patto di Stabilit&agrave;. Napoli evidenzia che il ddl della Giunta, su proposta di Forza Italia, &egrave; stato significativamente emendato rafforzando &ndash; sottolinea &ndash; &ldquo;l&rsquo;impianto istituzionale, in particolare, con l&rsquo;emendamento proposto &egrave; prevista la possibilit&agrave; di utilizzare le royalties solo ed unicamente in conto capitale, ovvero per investimenti e non per spesa corrente o per interventi&nbsp; riconducibili alla mera gestione ordinaria. Tuttavia l&rsquo; iniziativa nei confronti del Governo non si esaurisce qui perch&eacute; comunque bisogna attrezzarsi ad affrontare la prevedibile contromisura del Governo che continua a caratterizzarsi per un&rsquo;interlocuzione con la Regione ancora insufficiente ed inadeguata&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Nei miei interventi in aula, prima nella discussione del provvedimento e successivamente in fase di dichiarazione di voto &ndash; afferma il capogruppo di Fi &ndash; ho sostenuto che non era in discussione l&rsquo;obiettivo quanto piuttosto il metodo. Sulla scia dell&rsquo;uomo solo al comando, &egrave; stato commesso un errore politico nel non coinvolgere subito il Consiglio regionale, acquisendo i contributi delle diverse forze politiche&rdquo; .<br />&ldquo;E per restare al metodo &ndash; dice Napoli &ndash; la strategia che intendiamo perseguire per realizzare nel nostro ordinamento una logica da federalismo fiscale rovescia quella delle precedenti Giunte di centrosinistra: non pi&ugrave; una finanza derivata bens&igrave; territori che, con le proprie risorse, finanziano e sostengono progetti di sviluppo ed infrastrutturali che altrimenti non sarebbero possibili&quot;.<br /><br />&ldquo;La nostra proposta pi&ugrave; complessiva in tema di utilizzo delle royalties petrolifere &ndash; aggiunge &ndash; in sintesi consiste nell&rsquo;utilizzare le risorse per creare una banca regionale che garantisca investimenti in settori fondamentali per lo sviluppo regionale quali infrastrutture, ricerca, innovazione, export e ambiente. Una banca che deve promuovere, attraverso i finanziamenti, le attivit&agrave; delle imprese rivolte ai settori produttivi. In sostanza, queste attivit&agrave; sono finanziate dalla Regione, attraverso la banca, senza tuttavia comparire nel bilancio regionale (l&rsquo;espediente &egrave; stato suggerito anche e soprattutto al fine di eludere i vincoli del patto di stabilit&agrave;) dal momento che formalmente sono garantite da un nuovo soggetto di diritto, che operer&agrave; sul mercato alla stregua degli altri operatori privati e quindi delle altre banche, potendo incrementare il proprio capitale sociale attraverso normali operazioni di emissione di azioni ed obbligazioni da collocare appunto sul mercato&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Sostanzialmente &ndash; precisa Napoli – una proposta di matrice keynesiana, mossa da un approccio pragmatico alla questione del sottosviluppo regionale e che muove da un assunto difficilmente contestabile: l&rsquo;austerit&agrave; va praticata nelle fasi di espansione non in quelle di crisi; quando scarseggiano i capitali privati di rischio, quando le banche erogano credito in maniera sempre pi&ugrave; razionata, quando i consumi sono in costante discesa e con essi i valori della produzione di beni e servizi, quando aumenta il clima di sfiducia delle famiglie e delle imprese, l&rsquo;unico modo per ridare slancio all&rsquo;economia &egrave; un forte intervento pubblico in economia, fino al momento in cui il settore privato non sar&agrave; nuovamente in grado di rilanciare l&rsquo;economia&rdquo;.<br /><br />Per Napoli &rdquo;ritornare a crescere significa, innanzitutto, realizzare infrastrutture e finanziare la ricerca e l&rsquo;innovazione, innescando quel processo di valorizzazione dei saperi che &egrave; il vero fattore di guida del cambiamento&rdquo;.<br /><br /><br />

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