Ddl tutela pastorizia, Trerotola esprime apprezzamento

“Si tratta di un importante riconoscimento del valore di patrimonio regionale per la pastorizia e l'allevamento estensivo. Se davvero s’intende favorire il ricambio generazionale, queste attività devono essere incentivate e svincolate da regole capestro”

“Esprimo apprezzamento per il disegno di legge di iniziativa della Giunta regionale su ‘Norme di disciplina, tutela e valorizzazione della pastorizia e della transumanza presidii del territorio lucano’, che ieri abbiamo esaminato in III Commissione con l’audizione dei Direttori dell'Associazione regionale allevatori (A.r.a.) e della Confederazione italiana agricoltori (C.i.a.)”. Lo dichiara il consigliere regionale di Prospettive Lucane, Carlo Trerotola.

“Si tratta di un importante riconoscimento del valore di patrimonio regionale per la pastorizia e l'allevamento estensivo – aggiunge Trerotola -, praticati allo stato brado e semibrado ed in forma transumante. Ritengo, però, che, se davvero s’intende favorire il ricambio generazionale, queste attività debbano essere incentivate e svincolate da regole capestro che, spesso, finiscono per limitare il lavoro degli allevatori, i quali, soprattutto nelle vaste aree montane ed interne del territorio lucano, rappresentano un presidio umano strategico per la salvaguardia ambientale e la tutela delle produzioni agroalimentari, nonché per contrastare la desertificazione e ridurre i consumi di suolo ed acqua”.

“Se davvero la Regione Basilicata intende riconoscere la figura del pastore custode del territorio – conclude l’esponente di Pl -, deve fornire gli strumenti e le risorse indispensabili per l’esercizio di questa meravigliosa attività, soprattutto nel passaggio di testimone fra le diverse generazioni. Accanto a ciò vanno poste in essere mirate azioni per valorizzare l’antica pratica della transumanza, recentemente riconosciuta patrimonio Unesco, che in Basilicata continua ad essere molto diffusa, coinvolgendo circa 150 aziende agricole ed oltre 10.000 capi bovini che, annualmente, con il sopraggiungere delle stagioni fredde, si spostano dalle zone montane a quelle pianeggianti, comunemente chiamate “marine”, percorrendo sentieri e tratturi di notevole fascino paesaggistico, storico e socio-culturale”.

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