Don Uva, M5s: piena luce su fatti contestati da magistratura

Comunicato congiunto dei consiglieri regionali del M5s, Giovanni Perrino e Gianni Leggieri, del portavoce al Parlamento europeo, Piernicola Pedicini, e del portavoce al Comune di Potenza, Savino Giannizzari, sulla vicenda del “Don Uva”

Sull&rsquo;inchiesta concernente l&rsquo; Ospedale Don Uva di Potenza, Perrino, Leggieri, Pedicini e Giannizzari chiedono che: &ldquo;Pittella spieghi cosa prevede la convenzione tra la Regione Basilicata e l&#39;ente religioso. Ammalati e&nbsp; lavoratori a rischio &ndash; sottolineano – per la cattiva gestione all&rsquo;insegna di sprechi e &lsquo;clientes&rsquo;&rdquo;.<br /><br />&ldquo;L&#39;inchiesta della magistratura di Trani che ha portato all&#39;arresto di dieci persone per il crac di 500 milioni di euro della Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza, l&#39;ente religioso commissariato dal 2012 proprietario di tre strutture sanitarie, tra cui l&#39;ospedale Don Uva di Potenza, coinvolge anche la Basilicata. Gli aspetti da esaminare &ndash; affermano Perrino, Leggieri, Pedicini e Giannizzari&nbsp;- riguardano prima di tutto i rapporti e i contenuti della convenzione tra la Regione Basilicata e la casa di cura di Potenza e poi i problemi che potrebbero ricadere su pazienti e lavoratori del presidio sanitario lucano&rdquo;.<br /><br />&quot;Un&#39;altra questione &ndash; continuano i portavoce M5s&nbsp;- non meno importante, riguarda le eventuali implicazioni giudiziarie e politiche sulle istituzioni lucane. Secondo fonti giornalistiche, tra gli indagati a piede libero, risulterebbero anche due religiose lucane, suor Carla, al secolo Angela Maria Sabia di Avigliano&nbsp; e suor Gianna, al secolo Eleonora&nbsp; Bochicchio di Atella. Per quanto ci riguarda, attenendoci alle notizie di stampa, va fatta piena luce sui fatti gravissimi contestati dai magistrati agli indagati e agli arrestati. Dalle carte emerge che la Congregazione Opera Don Uva, era utilizzata &lsquo;all&rsquo;occorrenza per l&rsquo;assunzione di personale al solo fine di soddisfare interessi personali e/o di esponenti politici o sindacali&rsquo;; va fatta chiarezza sul reclutamento della figlia del direttore sanitario della sede di Potenza e sui contratti stipulati nel capoluogo lucano tra il 2007 e il 2011. Molto inquietante &ndash; aggiungono gli esponenti del M5s – &egrave; l&#39;intercettazione pubblicata dai giornali in cui l&#39;ex direttore amministrativo dell&#39;Ente, Dario Rizzi, attualmente in carcere, parlando con il commercialista della struttura, che era alle prese coi ritardi nei pagamenti della Regione Basilicata, diceva: &lsquo;Io gli ho fatto 80 assunzioni a sti signori (…) Uno per uno. Cio&egrave; a nome loro! Non &egrave; che gliel&rsquo;ho fatte di cose mie che non conosco nessuno, che non me ne fregava niente&rsquo;. Su tutte le questioni – continuano Perrino, Leggieri, Pedicini e Giannizzari&nbsp;- per le quali &egrave; stato anche chiesto l&#39;arresto del senatore Ncd pugliese, Antonio Azzollini, ci auguriamo che il governatore, Marcello Pittella, spieghi subito ai cittadini lucani come stanno le cose e quali sono i rapporti tra la Regione Basilicata e la Congregazione Ancelle della Divina Provvidenza rispetto alla convenzione in atto e ad eventuali altri accordi nel settore sanitario&rdquo;.<br /><br />&ldquo;C&#39;&egrave; da chiedersi &ndash; proseguono gli esponenti politici – cosa ha fatto la Regione Basilicata mentre si produceva il grave buco economico di 500 milioni di euro, oltre 350 dei quali nei confronti dello Stato, considerato che, secondo i magistrati di Trani, l&rsquo;approfondita analisi della gestione dell&rsquo;Ente prima del commissariamento ha individuato le cause del crac nelle seguenti motivazioni: a) una gestione totalmente svincolata dai criteri di una corretta amministrazione aziendale, in cui per decenni &egrave; mancata persino una contabilit&agrave; ed organi che controllassero la rispondenza ad economicit&agrave; delle operazioni gestionali; b) una inesauribile serie di appropriazioni, sperperi, dissipazioni, forniture fuori mercato con contratti a tutto favore dei terzi ed ad tutto danno dell&rsquo;Ente; c) assunzioni clientelari in momenti di crisi, allorch&eacute; contemporaneamente si procedeva a consistenti riduzioni di personale per poter accedere agli ammortizzatori sociali previsti dalle norme vigenti; d) assunzioni di personale inutile oppure destinato a mansioni del tutto svincolate dalle professionalit&agrave; richieste. Il caso pi&ugrave; clamoroso di sottrazione di patrimonio aziendale &egrave; rappresentato dagli oltre 30 milioni di euro e da un immobile destinato a clinica privata a Guidonia nel Lazio fittiziamente intestati ad altri Enti Ecclesiastici paralleli gestiti dalle suore della Congregazione, nel tentativo di sottrarli ai creditori e, quindi, anche allo Stato&rdquo;.<br /><br />&ldquo;Il danno nei confronti dei contribuenti italiani &egrave; incalcolabile. Infatti &ndash; concludono Perrino, Leggieri, Pedicini e Giannizzari – l&rsquo;Ente ha sempre vissuto esclusivamente sui proventi delle erogazioni pubbliche derivanti dalle convenzioni con il Servizio sanitario delle Regioni Puglia e Basilicata, per inciso questo peculiare aspetto costituisce oggetto di altro filone investigativo per una massiccia truffa ai danni del Servizio sanitario nazionale&rdquo;.<br /><br /><br />

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