“Tanti con i caschetti in testa gialli, rossi e blu, ad unire simbolicamente i tanti saperi e le diverse professionalità: muratori, carpentieri, tecnici e operai specializzati, impiegati, gruisti, cavatori, addetti operai del legno e arredo, dei laterizi, del cemento, restauratori e archeologi, ma anche precari ed operai a giornata, immigrati che rifiutano la condanna del lavoro in nero. La primavera dei lavoratori edili è cominciata oggi, in anticipo, in piazza a Roma per costruire il futuro di un comparto, di intere generazioni, di territori alle prese con alluvioni e frane o con strade e case da costruire”. E’ il commento del segretario generale regionale della Feneal-Uil Domenico Palma che insieme ai segretari di Fillea-Cgil e Filca-Cisl ha guidato la delegazione lucana che ha partecipato alla manifestazione nazionale nella capitale.
“Anche il lutto al braccio dei compagni di Luigi, il giovanissimo lavoratore morto ieri a Roma a seguito dell’ennesima tragedia sul lavoro, in testa al corteo – aggiunge il sindacalista – è un atto significativamente simbolico della condizione quotidiana di operai che quando escono all’alba di casa non sanno se torneranno in famiglia. La nostra delegazione ha voluto portare ritagli dei giornali locali, per ricordare alcune delle tante situazioni di crisi, dei cantieri di opere pubbliche in attesa di taglio del nastro da parte dei politici, foto dell’alluvione del Metapontino del primo marzo 2011 e di storie anonime che quotidianamente, lontano dalla ribalta nazionale, si consumano nei nostri territori. Sono storie di imprese che chiudono, di cassa integrazione, di licenziamenti. Il settore delle costruzioni – continua Palma – è stato fra quelli che più hanno pagato in termini occupazionali, sociali ed economici la crisi che da oltre tre anni ha devastato il Paese. L’assenza di provvedimenti adeguati a contrastarla ha prodotto oltre 300.000 occupati in meno, l’aumento dell’illegalità e dell’irregolarità del lavoro e l’indebolimento complessivo di un sistema di imprese già fortemente destrutturato.
Torniamo da Roma – afferma il segretario della Feneal-Uil – ancora più decisi a far contare anche nei Palazzi della politica regionale il peso dei lavoratori che hanno manifestato e che attendono una prima risposta della riapertura dei cantieri dall’Osservatorio regionale sui lavori pubblici e dal Patto di Sistema Basilicata Obiettivo 2012. E’ del tutto evidente che la mobilitazione degli edili è solo iniziata e senza segnali concreti da Governo e Regione proseguirà per l’intera primavera”.
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