Fondazione Sassi, fino al 13 gennaio aperta la mostra “Hunger”

Tre interpretazioni che, partendo dal tema del pane, si declinano in Hunger (in italiano Fame).
E’ la mostra Windows #2 – Hunger, a cura dell’artista sloveno Martin Petrič, che la Fondazione Sassi di Matera invita a visitare fino al 13 gennaio 2019. Allestita nella sala esposizioni della stessa fondazione, in via San Giovanni Vecchio nel Sasso Barisano, e inserita nel Cartellone Eventi di Natale e fine anno 2018 a Matera, la mostra Windows #2 – Hunger presenta tre sguardi provenienti dall’Europa dell’Est.

Lo comunica in una nota stampa la Fondazione Sassi.

Territori geograficamente lontani, ma temporalmente coinvolti rispetto ai processi di trasformazione sociale e culturale innescati, prima, dalla rivoluzione industriale e, successivamente, amplificati dalla rivoluzione delle telecomunicazioni. “Il tema Hunger – spiega il curatore Martin Petrič – nasce dalla necessità di rimagliare quelle sensibilità artistiche che, in questo momento, stanno indagando sulla condizione dello sguardo contemporaneo in espressioni artistiche come il disegno, la pittura e la fotografia. Posare l’attenzione sull’idea di Futuro Aperto, tema generale di Matera 2019, ha generato una serie di questioni rilevanti rispetto al tema del “pane” e al senso di “fame”. Parola polisemica, il cui significato più comune è la mancanza di nutrimento, ma che può intendersi anche come desiderio di qualcosa che non si ha ancora”.

Martin Petrič fa declinare il significato di fame a tre artisti Lech Kolasiński di Krakow, Polonia, Andrej Lamut e Mirjam Čančer di Ljubljana, Slovenia e Cătălin Tăvală di Sibiu, Romania. Il pittore Lech Kolasiński di Cracovia (Polonia), presenta opere in stile colorista. “Per le persone provenienti da grandi città, la necessità di contatto con la natura diventa un'esigenza mistica – afferma Kolasiński – nella ricerca di un domani migliore, non vediamo le possibilità di fermarci e capire questo domani. La fame di natura è come la fame di pane. Il paesaggio può diventare il momento della calma”.

Andrej Lamut e Mirjam Čančer, coppia di Lubiana (Slovenia), attraverso la fotografia si interrogano su cosa succederà nel futuro, cosa stiamo sbagliando. Per i due fotografi: “il pane è il cibo più antico creato dall'uomo e parte dominante della dieta delle persone. Assume anche importanza nei rituali religiosi e secolari. È metafora delle necessità e del benessere di base e la sua mancanza è associata a carestia, a povertà e morte. È così importante che nei paesi di lingua inglese è persino sinonimo di denaro”. Nelle fotografie presenti in mostra i due artisti sloveni ritraggono cosa accade quando abbandoniamo il pane e provano a immaginare il mondo senza di esso.

La terza sezione della mostra Hunger presenta le opere di Cătălin Tăvală, in diverse tecniche e che evocano scene grottesche. L'artista e grafico romeno raccoglie immagini massmediatiche per trasformarle in opere, portandole all'attenzione momentanea dello spettatore, a volte senza implicazioni di empatia, a volte scatenando i più reconditi istinti della natura. Per Tăvală: “disegnare è la sfida per analizzare una possibile immagine oggettiva dalla realtà e per raggiungere qualcosa di soggettivo con mezzi specifici”.Inaugurata durante l'anteprima del Festival La Terra del pane (progetto realizzato da Fondazione Sassi, in coproduzione con la Fondazione Matera-Basilicata 2019 per Matera 2019, tema: Radici e Percorsi), la Windows #2 – Hunger dal 9 novembre ad oggi è stata visitata da oltre 3mila persone.

La mostra Hunger, a ingresso libero, aperta al pubblico fino al 13 gennaio 2019 si può visitare dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 20:00.

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