“In questi anni la Regione Basilicata, con una serie di interventi legislativi, ha promosso percorsi formativi tesi a favorire l’inserimento lavorativo dei soggetti diversamente abili prevedendo per gli stessi, dopo un’attività di tirocinio di 24 mesi, progetti speciali finalizzati all’assunzione a tempo determinato presso Amministrazioni pubbliche con l’obiettivo di giungere ad una occupazione stabile anche mediante l’assolvimento degli obblighi assunzionali previsti dalla legge n. 68/1999”. Lo afferma il segretario generale della Fp Cgil, Roberta Laurino.
“Ad oggi non ci risulta che in tutte le Amministrazioni pubbliche che hanno beneficiato dei contributi regionali per favorire l’inserimento lavorativo stabile delle persone diversamente abili abbiano poi coerentemente portato a termine tali percorsi. In molte situazioni – continua Laurino – questi lavoratori sono stati semplicemente utilizzati per sopperire carenze di organico senza nessuna garanzia di prosecuzione per il futuro, spesso generando false aspettative che hanno contribuito solo a farli sentire ancora più svantaggiati.
Nella realtà è successo e succede ancora che dopo i 24 mesi di tirocinio non vengano attivati i contratti a tempo determinato, così come ci sono situazioni in cui dopo i tre anni di tempo determinato questi lavoratori vengono mandati a casa vedendosi opporre la saturazione della quota d’obbligo di assunzione prevista per le categorie protette dalla legge 68/1999.
Quando si parla di percorsi di inserimento lavorativo bisognerebbe quanto meno assicurarsi che le pubbliche amministrazioni che attivano work esperienze e progetti speciali e beneficiano di fondi regionali siano in grado di poter offrire un futuro lavorativo a queste persone perché altrimenti si rischia di trasformare un progetto nobile nella meno nobile facoltà di utilizzare, come spesso accade, lavoro a più basso costo. Per queste ragioni, chiediamo alla Regione Basilicata di attivarsi per una verifica complessiva in tutte le pubbliche amministrazioni che hanno attivato i percorsi di work experience per le persone diversamente abili che non hanno avuto quale risultato lo sbocco occupazionale stabile”.
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