Il Medioevo al cinema diventa “fantastico”

Ci hanno sempre raccontato il Medioevo come l’età dei fossati fangosi, delle pesti e di una perenne penombra dello spirito, un lungo intermezzo polveroso prima che il Rinascimento decidesse finalmente di riaccendere la luce. Eppure, a ben guardare, quel millennio bistrattato somiglia maledettamente a noi: un’epoca in cui, sotto la cenere dell’incertezza, covava una sbalorditiva e tormentata voglia di creare, di viaggiare con la mente, di contaminarsi. Per accorgersene, quest’estate, non serve sfogliare un pesante sussidiario di storia. Basta farsi un giro nelle sere di luglio e agosto tra le pietre millenarie del Vulture Melfese e dell’Alto Bradano, in quella Basilicata che conserva la bellezza con la stessa gelosa discrezione con cui si custodiscono i segreti di famiglia. Lì, grazie a un’alleanza tra la Lucana Film Commission e la Fondazione Matera Basilicata 2019, va in scena un festival dal titolo quantomai azzeccato: “Fantastico Cinema”. L’iniziativa rientra nel più ampio progetto di “Fantastico Medioevo”, ideato dalla Presidenza della giunta regionale e coordinato dalla Fondazione Matera Basilicata 2019. Il meccanismo è una macchina del tempo alimentata a sogni e spartiti. Si prende un castello – di quelli veri, dove Federico II dettava le sue leggi o inseguiva i suoi falconi – e si trasforma il cortile in una sala cinematografica sotto le stelle. Ma prima che sullo schermo compaiano i cavalieri di celluloide l’aria si riempie di suoni perduti: arpe celtiche, ghironde, flauti bansuri e persino un rarissimo Orgue à Célesta del 1897, suonato dal vivo per ridare voce a un kolossal muto su Dante. Un cortocircuito magnifico dove la musica medievale sposa lo sguardo dei registi moderni, da Rossellini a Zeffirelli, fino all’epica pop del destino di un cavaliere.

Si comincia domenica 12 luglio al Castello di Lagopesole, per poi toccare Monteserico, Venosa e Palazzo San Gervasio, dove l’estate si chiuderà celebrando l’ottocentesimo anniversario di San Francesco, il “giullare di Dio” che seppe parlare agli ultimi e agli uccelli con la stessa disarmante purezza. Viene da pensare che, in un tempo come il nostro che spesso confonde la modernità con il rumore di fondo dei social e la fretta dei consumi, fermarsi al tramonto dentro un maniero lucano ad ascoltare una ribeca sia un atto di saggia ribellione. Ci ricorda che il passato non è una terra straniera da cui fuggire, ma uno specchio in cui ritrovare le nostre radici e, forse, anche un briciolo di quella meraviglia che abbiamo perduto lungo la strada. L’ingresso è libero, fino ad esaurimento posti. Ma la vera ricchezza sarà portarsi a casa la certezza che quel “Secolo Buio”, illuminato dal cinema e dalla musica non è mai stato così luminoso.

In allegato la locandina della manifestazione con tutti gli appuntamenti previsti.

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