La Basilicata celebra i 950 anni della Cattedrale di Melfi

“Quello che presentiamo oggi non è solo la definizione di un programma di studi, ma è un vero atto di responsabilità verso la nostra storia e verso la nostra comunità. È un’iniziativa che la Regione Basilicata sostiene convintamente, perché unisce ricerca, tutela, divulgazione e partecipazione pubblica. E perché si inserisce pienamente nella visione del governo regionale, che ha scelto di investire con decisione sulla cultura, sulla storia dei luoghi e sulla valorizzazione del patrimonio identitario della Basilicata”.

Lo ha detto il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, aprendo la conferenza stampa di presentazione del programma di iniziative scientifiche e liturgiche dedicate al 950° anniversario dalla fondazione della cattedrale di Melfi. Un evento che si pone – in sinergia con l’ufficio diocesano dei Beni Culturali ecclesiastici diretto da Mons. Ciro Guerra – l’obiettivo della rilettura storiografica e della valorizzazione del monumento simbolo della diocesi e del Mezzogiorno Normanno.

“Il progetto scientifico sulla Cattedrale di Melfi – ha aggiunto Bardi – si colloca dentro l’iniziativa Fantastico Medioevo e rientra nell’Anno europeo dei Normanni, grazie all’accordo sottoscritto con il Presidente della Regione Normandia e con l’Università di Caen. È un riconoscimento che conferma la capacità della Basilicata di dialogare con le grandi reti culturali europee”.

La Cattedrale di Melfi, fondata nel 1076, è uno dei luoghi simbolo della Basilicata: un punto di incontro tra potere politico e spirituale, tra architettura normanna e stratificazioni barocche, tra memoria locale e respiro europeo. Celebrare i suoi 950 anni significa “riconoscere che questo monumento non è un semplice edificio, ma una pagina viva della nostra storia”.

Soddisfazione è stata espressa dal Vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa, Ciro Fanelli: “Questa iniziativa si propone di ridare centralità alla Cattedrale di Melfi enfatizzando la sua bellezza e il campanile normanno come elementi identitari. Ma è anche una riscoperta delle radici storiche  e degli eventi connessi alla presenza della Chiesa sul territorio. Proficua, poi, la sinergia tra istituzioni e Chiesa locale”.

Di identità e radici ha parlato anche il sindaco di Melfi, Giuseppe Maglione: “Un progetto che si fonda a mio avviso su quattro pilastri: la storia, la cultura, l’arte e la fede. Particolarmente importante, poi, la connessione storica e identitaria fra il nostro Castello e la nostra Cattedrale”.

Francesco Panarelli, Professore di Storia Medievale e direttore del Dipartimento per l’Innovazione umanistica scientifica e sociale dell’Unibas ha ricordato che nel Medioevo si parlava di città solo nel caso ci fosse un vescovo nell’insediamento urbano. Proprio come a Melfi.

“Questa iniziativa – ha detto il capo di Gabinetto, Gianpiero Perri – si inserisce pienamente nel progetto Fantastico Medioevo con cui stiamo realizzando una serie di importanti iniziative: l’ultima, in ordine temporale, è la riapertura del Castello di Lagopesole e l’avvio del nuovo calendario di eventi culturali nei luoghi del Vulture Alto Bradano. L’obiettivo: valorizzare questa straordinaria eredità culturale fatta di castelli, cattedrali, opere d’arte per far capire che dalla Basilicata sono passati Papi e Imperatori che hanno segnato un’epoca fondamentale per la rinascita dell’Europa”.

 

 

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