Lapenna (Udeur-Pps): con i nuovi ticket vietato ammalarsi

I nuovi ticket sanitari, introdotti dal Governo con la manovra finanziaria, hanno dato origine ad una vera e propria anarchia tra le regioni italiane, poichè ognuna ha interpretato ed applicato a suo modo l'introduzione degli stessi, generando solo confusione e discriminazione tra i cittadini. E' quanto dichiara il segretario regionale di Udeur-Popolari per il Sud, Sergio Lapenna. Il risultato di questa disorganizzazione – afferma Lapenna – è che un cittadino può ricevere trattamenti del tutto diversi, a parità di prestazioni, anche in ospedali a pochi chilometri di distanza, introducendo così forti differenze sul contributo che i cittadini versano per la spesa sanitaria. Infatti – afferma Lapenna- alcune regioni tra cui la Basilicata, hanno proceduto automaticamente all'introduzione dei rispettivi ticket, mentre altre hanno previsto delle diverse rimodulazioni in base ad un sistema di esenzioni o in relazione al tipo di prestazione da effettuarsi. In questo modo – continua Lapenna- sono sorti sistemi diversi che creano ingiustificate differenze tra una regione e l'altra.
Da un'indagine del “ Movimento Consumatori” – riferisce Lapenna – è emerso che ogni regione ha "personalizzato" il sistema. Così si può arrivare a situazioni limite in cui "una persona che si reca al pronto soccorso e dichiara di avere un dolore a livello gastrico, se sottoposto a visita cardiologica, elettrocardiogramma, consulto chirurgico ed ecografia, senza che si evidenzi nulla di serio, può pagare anche 130,15 euro".

Tutto ciò, oltre a rappresentare una vera e propria stangata sui cittadini, è frutto di una totale mancanza di organizzazione e di programmazione nella distribuzione di una spesa sanitaria che spreca ingenti risorse in settori del tutto inutili e taglia, invece, sui servizi essenziali. Ciò è inaccettabile – sostiene Lapenna- soprattutto in un sistema che promuove tanto la prevenzione, ma con gli ultimi aumenti anche fare prevenzione diventerà un lusso per pochi. Il riordino del sistema sanitario lucano – sostiene Lapenna- nonostante una riforma già datata di qualche anno, non è intervenuto in alcun modo per rimodulare un sistema inadeguato e che attualmente si dimostra fortemente discriminatorio. A questo punto è lecito chiedersi se a fronte degli aumenti, almeno le liste di attesa si ridurranno drasticamente o andremo a pagare di più un servizio ugualmente inefficiente. Ai cittadini- pazienti – conclude Lapenna – non resta che, visti gli alti costi delle prestazioni sanitarie pubbliche, rivolgersi alle strutture private che, a parità di prezzo, garantiscono un servizio rapido ed efficiente.

BAS 05

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