Legge su fine vita, no dell’Aula a mozione di Romaniello_2

Il promotore della mozione giudica “singolare” l’atteggiamento di Bradascio, che ha prima proposto una mediazione e poi ha votato contro il testo

&ldquo;In merito alla mozione da me presentata sulla necessit&agrave; da parte della Giunta regionale, di porre in sede di Conferenza Stato &ndash; Regioni l&rsquo;opportunit&agrave; che il Parlamento regolamenti il fine vita, purtroppo ho dovuto registrare che nonostante la modifica del testo iniziale, nella parte dispositiva finale a seguito di una proposta avanzata dal consigliere Bradascio da me e dagli altri firmatari condivisa, ho dovuto registrare un orientamento da parte del proponente non corrispondente alla proposta da lui stesso avanzata. La dichiarazione sulla possibilit&agrave; che la quarta Commissione consiliare possa discutere del tema nel merito, contraddice lo spirito stesso della mozione e sarebbe inutile un dibattito in quanto la Commissione audisce soggetti esterni e si esprime su atti amministrativi e su leggi regionali. Non si vota la richiesta al Parlamento, unica istituzione deputata a farlo, di legiferare su un tema cos&igrave; delicato e si pensa invece di discutere sullo stesso in Commissione, sapendo di non avere nessuna competenza diretta in merito. Singolare, veramente singolare questo atteggiamento&rdquo;. E&rsquo; quanto ha dichiarato il consigliere regionale Giannino Romaniello (Gm) a margine della votazione sulla mozione da lui proposta in merito al tema del &ldquo;fine vita&rdquo;.<br />

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