L’imprenditoria lucana si colora di rosa

La Basilicata sfida i venti gelidi di un’economia che corre, spesso lasciandoci in affanno. E’ quanto emerge dai dati del Barometro “DataView” 2025 della Camera di Commercio. Un quadro in chiaroscuro dove la luce della resilienza combatte contro le ombre di una natalità imprenditoriale che segna il passo. Se l’economia fosse una questione di cromosoma X, la provincia di Potenza sarebbe la Silicon Valley del Mezzogiorno. Guardatelo, quel 27,2% di imprese rosa: un settimo posto nazionale che profuma di orgoglio e di pragmatismo. Non è solo statistica, è la conferma che laddove il sistema arranca, sono le donne a rimboccarsi le maniche, a inventarsi un destino tra le pieghe del terziario o dell’innovazione. Matera non sta a guardare e si piazza al diciannovesimo posto. La Basilicata, insomma, è femmina. E meno male. Anche i ragazzi tengono botta. Potenza al 15° posto per propensione imprenditoriale giovanile ci dice che la voglia di “restare” e di “fare” non è ancora evaporata tra i tornanti della Basentana. Ma qui arriva la nota dolente, quella che fa male se ami questo territorio: il crollo del tasso di natalità delle imprese. Vedere Matera scivolare al 102° posto (era al 40° nel 2017, un’eternità fa) e Potenza arrancare al 103° mette i brividi. È il segno di una stanchezza, forse di una paura di osare che attanaglia chi vorrebbe aprire una nuova saracinesca. Si muore meno – ed è la nota lieta di Matera, undicesima in Italia per capacità di tenuta delle imprese esistenti – ma si nasce pochissimo.

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