“L’invito” del consigliere regionale del Pdl al presidente De Filippo
“Un consiglio disinteressato al presidente De Filippo: cambi la sua comunicazione istituzionale, così com’è non paga. E’ lo stesso consiglio che De Filippo rivolse al Pdl in occasione del dibattito in Consiglio regionale sulla Giunta bis e che, dopo la trasmissione ‘Gli intoccabili’ su ‘la 7’ e la gestione comunicativa della vicenda dei fanghi pericolosi interrati illegalmente nelle campagne di Corleto, si ripercuote come un boomerang contro chi quel consiglio, per primo, ha lanciato“. A sostenerlo è il consigliere regionale del Pdl, Franco Mattia.
“I servizi televisivi che ‘la 7’ ha realizzato a Viggiano e in Val d’Agri – sottolinea Mattia – hanno testimoniato non solo un diffuso atteggiamento popolare che, definire di insoddisfazione, è solo un eufemismo, ma anche un Presidente che si fa scudo del suo addetto stampa per sottrarsi alle domande di un giornalista e che nell’assemblea aperta di Viggiano usa toni populistici per cavalcare quell’ ‘impatto emotivo’ (come ha sempre definito l’atteggiamento della ‘sua’ gente della Val d’Agri nei confronti del petrolio) pur di affermare una posizione di non sudditanza agli interessi dell’Eni e delle altre compagnie. Questo modo di fare comunicazione non funziona come non funziona tutto l’ingente e costoso apparato strumentale informativo dispiegato, dal giornale diffuso attraverso basilicatanet, ai notiziari della tv-web e radio-web, ad ogni altra attività editoriale regionale. Prendo atto – aggiunge il consigliere del Pdl – che la prima nota di cosiddette precisazioni sul caso sollevato da ‘Il Quotidiano della Basilicata’ è stata diffusa nel pomeriggio di ieri dopo la mia interrogazione, solo che nella stessa nota ci sono troppi elementi non chiari sulle azioni messe in essere dalla Regione per inchiodare la Total alle proprie responsabilità che, evidentemente, troveranno esplicitazione nella risposta dovuta alla mia stessa interrogazione. Né mi pare sufficiente l’annuncio della costituzione di parte civile, una decisione scontata che qualsiasi Governatore assumerebbe in un caso analogo. Mi si consenta: che tristezza oggi leggere il portavoce del Presidente, così lontano da quella penna lucida che tutti abbiamo conosciuto in tanti anni, difendere il suo Presidente replicando, si badi, non ad un consigliere, ad un esponente politico, ad un partito, ma ad una professoressa che ieri aveva mosso rilievi critici al suo operato. Condivisibili o non condivisibili, le considerazioni appartengono ad una cittadina, sono l’espressione civile di un libero pensiero e, aggiungo, anch’esso diffuso nell’opinione pubblica regionale, nei confronti del quale si ingaggia un’inutile quanto sterile gara-polemica su chi deve chiedere scusa e a chi”.
“La nostra comunicazione politica – afferma Mattia – sarà pure in troppi casi dai toni forti, dovuti a sensibilità politiche e civili nel Pdl differenti, ma non credo proprio ci siamo mai ritrovati in una caduta di immagine così clamorosa che stride con l’esperienza di mestiere dimostrata dallo stesso Presidente nell’intervista in studio per la trasmissione de ‘la 7’. Quando usa il suo linguaggio diretto, Presidente, sarà forse la formazione giornalistica giovanile, le confermo che riesce ad essere efficace, almeno nello spiegare il suo pensiero”.