Messina (Fi-An) su questione immigrazione a Potenza

"Stiamo assistendo in tutta Europa all'esplosione dell’immigrazione illegale, una situazione complessa determinata da numerosi fattori come la guerra in Siria, che solo da pochi mesi si è avviata verso una normalizzazione o l'esito disastroso delle sciagurate "primavere arabe", fomentate per lo più da fanatici islamisti che hanno messo in fuga minoranze etniche e religiose". Lo dichiara  Francesca Messina, responsabile Dipartimento Immigrazione ed Integrazione di Fratelli d’Italia – Alleanza Nazionale Basilicata.
"Queste situazioni – prosegue –  hanno provocato l'ingresso in Europa non solo di migliaia di disperati in fuga dalla guerra, ma anche e soprattutto di innumerevoli migranti economici, persone che vengono in Europa per fruire di maggiori servizi sociali. In pochi mesi, si riversano in Europa migliaia di persone senza una casa, senza denaro, senza niente da fare e, spesso, niente da perdere. I numeri in gioco non consentono alcun tipo di integrazione. Questo provoca marginalità, criminalità e disagio per tutti i cittadini, quando non addirittura gli orribili scontri interetnici di Colonia.
A questo degradante stato non si sottrae nemmeno la città di Potenza che in queste ultime settimane ha registrato episodi di criminalità, come previsto, legati alla presenza di immigrati ospitati nei centri di accoglienza del capoluogo; la maggior parte di essi provengono da Paesi dell’Africa occidentale, non hanno alcun diritto all’asilo e sono a tutti gli effetti clandestini. Per tali ragioni, sono esposti più di altri al richiamo dell'illegalità e della violenza, come nel caso del giovane nigeriano ospite di una struttura di accoglienza del capoluogo arrestato dalla Polizia di Potenza perché trovato in possesso di circa 300 grammi di hascish.
Questa inquietante notizia ci fa capire che, da oggi, non soltanto la malavita locale, ma anche questa nuova criminalità (se possibile più preoccupante, perché meno conosciuta) inizierà ad espandersi e radicarsi in città.
Oggi, sempre più paesi europei si rendono conto degli errori fatti, e ammettono che bisognava chiudere le frontiere sin dal primo giorno ai migranti economici, aprendole solo ai veri rifugiati.
Come le istituzioni europee non hanno saputo gestire i rischi della situazione, anche il governo del Capoluogo sembra, purtroppo, del tutto disinteressato al problema, e incapace di studiare soluzioni per proteggere i cittadini e dirette a monitorare e prevenire i rischi della marginalità delle strutture che ospitano immigrati, che assomigliano sempre meno a centri temporanei di accoglienza e sempre più a quartierini malfamati.
Come in Europa abbiamo politicanti che gestiscono il vecchio continente nell’interesse di azionisti che ingrassano criminali legati ad associazioni che della "foga" umanitaria e dell’assistenza hanno fatto un eccellente business, anche dalle nostre parti gli amministratori fanno a gara per partecipare a passerelle che, con la scusa di raccontare storie di integrazione e tranquillizzare i cittadini sull'assenza di rischi, non sono altro che la celebrazione di interessi che non sono dei cittadini ma di centri di potere economico-finanziario.
Auspichiamo che il fenomeno immigrazione nella nostra città non venga considerato solo un pretesto per ingrassare cooperative vicine alla politica e per accreditare improbabili "filantropi" nostrani e defilè istituzionali, ma che si sappia guardare anche ai rischi connessi all'emergenza (di recente ammessa persino dal cancelliere tedesco), alla nuova criminalità collegata ai traffici illeciti con il Nord Africa e alle giustificate paure dei cittadini".

BAS 05

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