MONS. OROFINO HA CELEBRATO MESSA A SAN SEVERINO

Con un pò di commozione e tanto affetto da parte dei suoi concittadini il vescovo di Tursi Lagonegro, mons. Vincenzo Orofino, è stato accolto nella cittadina in cui è nato, dove è cresciuto ed è stato parroco e che 12 anni fa ha lasciato perché chiamato a fare il vescovo a Tricarico, ed ora vi è ritornato da pastore diocesano.
Ad accoglierlo all’ingresso del paese il primo cittadino Franco Fiore, il parroco don Antonio Allegretti e naturalmente don Camillo Perrone, oltre ad amici e conoscenti.
“Sono personalmente lieto e onorato di dare il benvenuto a Mons. Orofino, per noi don Vincenzo, quale Vescovo diocesano”, ha ripetuto il sindaco Fiore, “per noi è un onore perché è un nostro concittadino, perché è stato nostro parroco per anni e perché ne conosciamo le sue doti morali e spirituali”. Il primo cittadino a nome dell’amministrazione comunale e dell’intera cittadina ha consegnato una pergamena al presule con l’augurio: “Il Signore per l’intercessione della Beata Vergine Maria del Monte Pollino, le dia di essere  per il suo popolo, araldo della fede, pastore premuroso e attento a tutto e a tutti”.
Mons. Orofino dopo aver raccontato delle diverse richieste di trasferimento avute in questi ultimi due anni e della scelta finale a Tursi-Lagonegro si è rivolto ai numerosi fedeli in Chiesa affermando “ringrazio il Signore per quello che ha voluto, è una possibilità ma anche una sfida, un impegno , una responsabilità. Con me dovete sentirvi un po’ tutti promossi, non solo orgogliosi ma partecipi di questo compito che è stato dato a me.” Dopo i saluti di don Allegretti, la celebrazione eucaristica, il saluto di don Perrone durante il quale ha detto al vescovo “ la Diocesi di Tursi-Lagonegro – lo sai bene – è costituita da un ambiente geografico diversificato, che accoglie inquietudini e speranze, promesse e certezze, tradizioni e rinnovamenti, nell’unum insostituibile che è la figura e la presenza del vescovo. L’area sud della Basilicata è caratterizzata da problemi antichi e nuovi: una marcata disoccupazione, la costante emigrazione, un diffuso relativismo etico, un contesto socio-culturale sempre più difficile e una inquietante criminalità. Un lavoro apostolico  mastodontico ti attende …”
E poi Vescovo e fedeli hanno concluso i festeggiamenti con un buffet preparato dalla gente.
b3

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