Musei e cultura per rigenerare le aree interne

L’innovazione digitale per i musei e il ruolo della cultura nella rigenerazione delle aree interne. Sono questi i due assi portanti del contributo che “Basilicata Creativa” – Cluster lucano delle Industrie Culturali e Creative – ha portato ai tavoli di confronto di “ArtLab Novara 2025”.

Svoltosi il 25 e 26 settembre, alla presenza di operatori, istituzioni e policy maker da tutta Italia, l’appuntamento è stato promosso dalla Fondazione Fitzcarraldo con il sostegno di Fondazione Cariplo, Compagnia di San Paolo, Regione Piemonte, Comune di Novara, Fondazione De Agostini, ACRI, Fondazione con il Sud e in collaborazione con Ministero della Cultura, ANCI, Conferenza delle Regioni e Unioncamere.

Il primo contributo del Cluster lucano ha riguardato i musei del futuro e la necessità di ripensare l’accessibilità delle esperienze culturali attraverso le tecnologie digitali, con un’attenzione particolare all’intelligenza artificiale. Tra gli esempi presentati nel panel, il lavoro della Fondazione Kaiòn ETS con il progetto “DiPa Tool – L’IA per l’accessibilità digitale”, uno strumento gratuito che consente ai musei di valutare e migliorare l’accessibilità dei propri progetti, sia in fase di ideazione sia di revisione.

Il secondo tema ha toccato invece la rigenerazione delle aree interne e il contributo che la cultura può offrire in territori segnati da fragilità strutturali e sociali.

“Il Cluster opera in un contesto che si misura con difficoltà infrastrutturali, carenze culturali e deficit demografici importanti. Nonostante queste fragilità, i cittadini, di fronte al patrimonio pubblico, si sentono parte attiva. Bisogna, dunque, aprire la strada a nuove forme di collaborazione tra Enti Pubblici e Organizzazioni Private – ha dichiarato il presidente di Basilicata Creativa, Raffaele Vitulli -. Dovremmo mettere a valore molti spazi inutilizzati presenti nei nostri Comuni, costruendo alleanze con imprese lucane e di fuori regione, oltre che con il mondo del Terzo Settore Culturale e Sociale. Non tutto deve diventare un museo o un attrattore turistico, serve invece pensare alla creazione di spazi generativi di nuova occupazione, soprattutto giovanile”, ha poi concluso Vitulli.

ArtLab si conferma così una piazza unica di confronto tra istituzioni, operatori culturali e creativi, capace di alimentare un’intelligenza collettiva a beneficio dell’intero sistema nazionale.

Appuntamento adesso ad “ArtLab Bologna”, in programma a febbraio 2026, per affrontare i complessi temi legati all’uso dell’Intelligenza Artificiale nei settori dell’Arte e della Cultura

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