In un articolo inviato ai media locali il consigliere regionale del Pdl analizza i dati sull’istruzione e chiede alla politica e al mondo dell’imprenditoria di intervenire in maniera nuova sul fronte dell’occupazione
“Nel 2010, la popolazione lucana che ha conseguito un titolo universitario in età compresa tra i 30/34 anni ha toccato la percentuale del 19,8%. I giovani Neet, compresi nella fascia tra i 15/29 anni, sono invece il 29% circa. Numeri importanti per affermare che l'esclusione dai processi produttivi di intere generazioni rappresenta una vera e propria ingiustizia sociale ma anche un mancato fattore fondamentale di sviluppo per l’intera economia lucana”. E’ quanto afferma il consigliere regionale del Pdl Michele Napoli in un articolo inviato oggi ai media locali.
“La difficoltà del governo regionale di incidere positivamente sulla condizione del mercato del lavoro – aggiunge l’esponente politico – sono assai evidenti e a nulla sono servite le risorse economiche impiegate: 3.163 euro pro-capite in media destinati a ciascun giovane disoccupato nella fascia di età tra i 15 e 24 anni. Occorre quindi convincersi che il miglioramento sarà a portata di mano solo liberandosi dai vecchi schemi. Che significa combattere le clientele, creare sviluppo autentico, ridurre la discrasia tra la percentuale di risorse impegnate per spese correnti e quelle indirizzate per gli investimenti. E nel mentre la politica dovrà dotarsi di una nuova moralità, dall’altro una larga fetta dell’imprenditoria lucana dovrebbe puntare ad una concreta internazionalizzazione delle imprese, all’innovazione continua dei prodotti, alla ricerca di partnership nei nuovi mercati, evitando di mantenere le aziende sottocapitalizzate”.