“Le potenzialità del nostro territorio ancora una volta non vengono colte, si continua a vendere fumo da parte di un Governo regionale incapace di guardare oltre la punta del proprio naso”
“I visitatori della Bit di Milano aumentano anche in periodo di crisi”, “Un’offerta variegata e accattivante”, “Non siamo la terra più bella ma abbiamo tante particolarità”. Questi gli slogan sbandierati – sottolinea Napoli – dalla classe di governo lucana all’apertura della Borsa Internazionale del Turismo di Milano.
“C'è da auspicare che dietro le parole, questa volta, ci sia qualcosa di concreto, consapevoli del fatto che la realtà è cosa diversa dalla fantasia. Per favorire una crescita reale del turismo – sostiene Napoli – quella che possa realmente rappresentare una svolta per la nostra regione, ci vogliono programmazione e consistenti investimenti. Investimenti mirati, senza cadere nell’errore della distribuzione delle risorse a macchia di leopardo senza che le potenzialità del territorio possano essere messe in rete, collegate fra loro per migliorare l’offerta. Un evidente esempio di fallimento in tal senso, da parte della politica, è rappresentato dal milione e mezzo di euro spesi per il museo virtuale sulla vita di Federico II allestito nel Castello di Lagopesole che non ha generato alcun tipo di flusso turistico degno di considerazione. Basta consultare il registro delle visite al Castello stesso per rendersi conto del fallimento di un progetto presentato come quello che avrebbe dato una svolta al turismo del Vulture. Un’azione estemporanea, mai adeguatamente supportata che ha fatto vanificare un ingente investimento di risorse pubbliche. E poi non si può sentire ancora il presidente della regione, Vito De Filippo, parlare del Parco tematico della Grancia come attrattore turistico. Ci parla di una manifestazione, quella della “Storia Bandita”, partita bene che poi, anno dopo anno, si è ridimensionata fino a cadere in una sorta di anonimato. Anche in questa circostanza – secondo Napoli – milioni di euro sperperati con il risultato di non essere riusciti a creare i presupposti per far mettere radici solide ad uno spettacolo che richiamava diverse migliaia di persone da tutta Italia. Ma non è tutto. Questi sono solo piccoli esempi di una gestione scellerata del turismo in Basilicata. Potremmo parlare di altro. Del fallimento del turismo montano, dell’inesistenza di quello legato al Parco della Val d’Agri. Tutto, senza dimenticare l’atavico problema legato all’erosione della costa jonica per il quale nessun progetto strutturale è stato posto in essere. Le potenzialità del nostro territorio – conclude Napoli – ancora una volta non vengono colte, si continua a vendere fumo da parte di un Governo regionale incapace di guardare oltre la punta del proprio naso”.