L’emergenza neve, che coinvolge ancora quasi esclusivamente le aree rurali, impone la necessità alla Cia-Confederazione Italiana Agricoltori di un rilancio organizzativo dell’Associazione Demetra costituita, agli inizi 2000, a livello nazionale e con strutture regionali, per operare nel campo della promozione del volontariato, della protezione civile e della solidarietà sociale, per proteggere il territorio rurale da ogni tipo di calamità naturale. A sostenerlo è il responsabile dell’Ufficio Economico della Cia lucana Paolo Carbone.
Nel ribadire “la insostituibile funzione di presidio del territorio svolta dagli agricoltori”, Carbone aggiunge che “esercitando l’attività produttiva, essi prevengono il degrado. Attivando i consorzi di bonifica, quali strumenti di autogoverno delle risorse naturali, partecipano alle azioni di salvaguardia e manutenzione. Con la promozione del volontariato per la protezione civile nelle aree rurali – ha rimarcato – intendiamo organizzare gli agricoltori in azioni di solidarietà sociale che completano l’esercizio della loro funzione di presidio del territorio. Tra le attività umane, come abbiamo evidenziato nella “Carta di Matera” – continua il dirigente della Cia – l’agricoltura è quella che, maggiormente, interagisce con il suolo e che, più di altre, contribuendo alla sua conservazione, può operare per il mantenimento e lo sviluppo della sua peculiare caratteristica di risorsa multifunzionale. In una realtà come quella italiana, il concetto di ambiente non si sostanzia nell’immagine di risorse naturali incontaminate, ma prende forma in ciò che l’uomo è riuscito a plasmare attraverso la sua millenaria attività sul territorio e, quindi, sul suolo. E’ necessario che, ai diversi livelli istituzionali (comunitario, nazionale e regionale) si proceda ad un profondo ripensamento delle politiche economiche generali e settoriali, nel senso di adeguarne i contenuti rispetto all’esigenza di tenere conto dell’impatto di ogni attività umana ai fini della conservazione del suolo”.
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