Pagliuca: innovazione ma senza sperperi

Per il capogruppo del Pdl è opportuno che i controlli ed il monitoraggio dei risultati sia svolto con scrupolo e con trasparenza

“La via maestra per uscire dal guado dello sviluppo debole che attanaglia la nostra Basilicata deve necessariamente partire da robuste e significative politiche di innovazione, da strumenti finanziari rivolti alla piccola e media impresa e da una strategia di ampio respiro che coniughi capacità di fare impresa con rafforzamento del mercato del lavoro che premi le professionalità e le risorse umane lucane- soprattutto giovani laureati e diplomati – frenando l’emorragia della nuova emigrazione”.
Ad affermarlo il capogruppo del Pdl Nicola Pagliuca, secondo il quale “i provvedimenti della Giunta regionale della Basilicata dell’ ‘”Obiettivo 2012 sembrerebbero andare nella direzione giusta con i suoi quattro assi sul microcredito, la banda larga, il fondo regionale di “Ventur capital” e lo snellimento burocratico. Proposte che sono in netto contrasto con le loro stesse ultime politiche assistenzialistiche quali il reddito ponte o i work exeperience, riprendendo invece un orientamento pragmatico rivolto alle esigenze del mercato e del mondo dell’impresa da sempre sostenuto del Popolo della Libertà lucano e nazionale”.

“Detto questo – sottolinea Pagliuca – guardo con interesse all’azione messa in campo ma senza alcun retro pensiero mi sento in dovere di porre un paletto politico che reputo fondamentale in ogni provvedimento rivolto all’innovazione e a rafforzare la nostra debole economia reale. Parto dall’intervento ‘sburocratizzazione’ per me alla base di ogni politica che voglia favorire la nascita e lo sviluppo di ogni libera iniziativa sia imprenditoriale, artigianale che una pur semplice partita Iva. L’ipertrofia legislativa e dei mille regolamenti e delle immense autorizzazioni sono una delle vischiosità del nostro sistema burocratico e amministrativo, che spesso riescono a far morire sul nascere i sogni, i progetti e le idee di tanti futuri lavoratori autonomi o per lo meno a rallentarne e farne perdere di efficacia”.

“Certo che – continua Pagliuca – tanto è stato fatto ma non ancora abbastanza e molto ancora bisogna attivare, compreso lo Sportello regionale Attività Produttive (SRAP) che stenta a decollare con evidente ritardo rispetto ad altre regioni italiane. In teoria e per principio, anche da capogruppo di minoranza e di opposizione, devo essere favorevole ed anche propositivo rispetto alle tematiche del progresso tecnologico, scientifico, finanziario ed economico. Ma a condizione che agli atti ed ai proclami seguano anche i fatti concreti e la politica del fare; insomma non vorrei che si ritornasse al passato quando si sono annunciate meraviglie per ritrovarsi poi un nulla di fatto o un risultato che non valeva la spesa. In questo periodo di crisi è giusto che le forze politiche e le categorie del mondo del lavoro e delle professioni cerchino una quadra condivisa, è giusto oltre che necessario affermerei ma non possiamo permettere lo spendere senza costrutto e il dilapidare risorse senza obiettivi concreti e risultati apprezzabili”.

“Ben venga la Banda Larga, la Task Force antiburocrazia e le Venture Capital – conclude il consigliere – assieme al microcredito, ma assieme a questi assi di intervento è opportuno che i controlli ed il monitoraggio dei risultati sia svolto con scrupolo e con trasparenza, affinché si possa intervenire preventivamente sulle criticità o sugli interventi deboli oppure correggere in corso d’opera a possibili “disfunzioni” ed errori di programmazione e di finanziamenti non adatti allo scopo ed allo spirito del ‘Obiettivo 2012’.

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