La Filcams lancia Marta Challenge e invita a spogliarsi dell'ideologia per vestirsi di diritti. Il sindacato – è sottolineato in una nota – dà voce a Marta e ai tanti lavoratori del terziario: giovani, migranti, donne e uomini di tutte le età mandano il loro messaggio al governo.
“Marta è diventata suo malgrado il simbolo delle lavoratrici e dei lavoratori cui nessuno dà voce. Per questo l’abbiamo scelta, perché noi di Marta ne conosciamo parecchie ed abbiamo raccolto la loro richiesta di raccontare le loro storie di tutti i giorni, liberandole dagli slogan ad effetto”- spiega Pasquale Paolino, segretario generale Filcams Cgil Potenza. “La campagna della Filcams, il sindacato dei servizi, del terziario e del turismo, lancia la sfida e invita a spogliarsi dell’ideologia per vestirsi di diritti: il tono scanzonato non inganni, le storie di queste ragazze e di questi ragazzi sono vere, sono quelle che ogni giorno la Filcams incrocia nella sua attività di tutela e di contrattazione. Storie reali che raccontano di condizioni di lavoro difficili, spesso drammatiche e di tanta precarietà diffusa che non consente alcun progetto di vita. Come hashtag di riferimento della campagna – aggiunge Paolino – è stato individuato #martatelecanta, proprio perché siamo convinti che sia inaccettabile continuare ad utilizzare strumentalmente i lavoratori come icona mediatica. A Marta ed ai tanti lavoratori del terziario deve essere finalmente riconosciuto il diritto di esprimere e descrivere in prima persona quali siano le reali condizioni di lavoro dei nostri settori”.
Sono stati realizzati alcuni video, diffusi mediante social network e sul sito web della categoria, e altri ne arriveranno quotidianamente da tutta Italia, prodotti da lavoratrici e lavoratori che la Filcams rappresenta, insieme a materiale grafico coordinato.
La Filcams mette in campo senza pregiudizi la forza della sua rappresentanza, fatta di giovani, migranti, donne e uomini di tutte le età e di tutte le condizioni, che incontriamo ogni giorno, più volte al giorno.
“Le Marta- dice ancora Paolino – sono nei bar a servire i caffè del mattino, sono nelle scuole a pulire le aule, sono davanti alla banche a fare servizio di sorveglianza, le Marta sono nelle case degli anziani a fare assistenza, nei fast food e nei supermercati a sorridere ai clienti, sono a rifare i letti negli hotel, sono negli studi degli avvocati e nei luxury outlet, le Marta sono negli uffici e nei call center, nei musei e nei palazzi della politica, lavorano o vorrebbero lavorare senza dover perdere diritti e dignità. Ognuna di loro lancia la sfida a persone più o meno comuni e a personaggi noti e meno noti, della politica, del giornalismo, delle imprese, con l’intenzione, non certo celata, di spogliarsi provocatoriamente dell’ideologia per vestirsi di diritti. La campagna – conclude Paolino – rientra tra le iniziative organizzate in preparazione della mobilitazione nazionale del 25 ottobre indetta dalla Cgil a Roma con Lavoro, dignità, uguaglianza per cambiare l'Italia quali parole d'ordine della giornata.
BAS 05