Pepe (Cgil); attuare la cultura della legalità

"Con questa grande mobilitazione di coscienze le persone chiedono un nuovo modello nel governo delle istituzioni e nella vita pubblica orientato non solo alla sobrietà ma anche all'etica della responsabilità nella gestione della cosa pubblica e dei beni comuni, oltre che alla trasparenza nell'azione della pubblica amministrazione". Lo ha affermato, in un comunicato stampa, il segretario regionale della Cgil, Antonio Pepe.
"Oggi tutti insieme, da nord a sud, sentiamo il bisogno di combattere le infiltrazioni criminali in ogni sfaccettatura della vita e dell'amministrazione. In questo senso va attuata una costante iniziativa di educazione alla cultura della legalità ed al rispetto delle regole e della dignità delle persone, nonché all'affermazione piena della legalità e dei diritti, primo fra tutti di quello al lavoro.
Nel delicato campo degli appalti pubblici, ad esempio, sarebbe opportuno – ha aggunto Pepe – che a livello regionale si costituisca un osservatorio specifico quale strumento di controllo sociale e si evitasse il ricorso al massimo ribasso quale metodo nell'aggiudicazione delle gare. Inoltre, bisognerebbe ricorrere alla selezione pubblica, attraverso bandi trasparenti e aperti al maggior numero possibile di persone, per l'attribuzione di incarichi e per le assunzioni nella pubblica amministrazione.
In questo modo si darebbe un segnale concreto ai tanti giovani delusi, giustamente, da un metodo che non premia il merito ma l'esclusiva ricerca del consenso clientelare".

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